| 2000-2004 | Indice Storia
Triumph |
2010-oggi |
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2005
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Anno ricco di novità il 2005 per il marchio Triumph : vengono commercializzate la nuova speed triple e la nuova ST entrambe con il motore di 1050cc; la Daytona 600 guadagna 47cc ed (diventando Daytona 650) e le bicilindriche T100 e Speedmaster passano da 790cc a 865cc. La
Daytona 955i è proposta
nella Special Edition Racing Yellow. In Italia, in particolare, viene lanciato il trofeo "thruxton cup" : vedi pagina Competizioni Triumph. Negli USA la Rocket III viene eletta "Bike of Year" per il 2005 dalla rivista Cruising Rider, e "Best Cruiser 2004" da Motorcyclist. Da ricordare anche il premio "Bike of the Year 2004" assegnatole dalla testata Motorcycle Cruiser. La muscolosa cruiser inglese ha inoltre vinto il titolo di "Bike of the Year" anche da Motor Cycle News (UK) e da altre testate svizzere e neozelandesi. Nel corso dell'anno si concretizzano le voci di una nuova sportiva di media cilindrata a tre cilindri: si trattta della nuova Daytona 680RR (nome non definitivo). Se volete maggiori informazioni su questo interessante modello andate alla pagina Daytona Triple. |
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Speed
Triple Completamente nuova la Speed Triple con motore portato a 1050cc, nuove sospensioni, nuovo telaio, nuovo monobraccio e nuova linea. Tutte le informazioni sulla Speed Triple 2005 le trovate nella sezione Storia Speed Triple. |
| Sprint ST La
Sprint ST è completamente riprogettata da zero: nuovo il
motore
tre cilindri da 1050cc, nuove le sovrastrutture, nuovo telaio, nuovo
monobraccio e nuove sospensioni! Del vecchio modello rimane solo il
nome e la vocazioni di sport tourer. Il nuovo trecilindri da
1050cc eroga 125CV a 9.250rpm con una coppia massima pari a
104Nm a 5000rpm.
Nuovo anche il leveraggio del cambio a 6 marce e nuova frizione con
recupero del gioco. Il numero dei cilindri è utilizzato come
tempa dominante di questa tourer: tre sono gli elementi che compongono
il fanale anteriore, tre gli strumenti circolari e tre i terminali di
scarico. Grazia ad un passo più corto del modello precedente
la
guida risulta più intuitiva e divertente. Il telaio
è
ancora a doppio trave laterale di alluminio ma sono cambiate le misure
vitali, con un interasse che scende fino ai 1.454 mm attuali,
l'avancorsa di 90 mm, inclinazione del cannotto di sterzo di
24°.
Nuova la forcella da 43 mm regolabile nel precarico e con molle
progressive, e nuovo anche l'ammortizzatore
regolabile nel precarico molla, compressione e estensione
idraulica.
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Bonneville
by Paul Smith
Il
primo agosto 2005
Triumph annuncia una collaborazione con Paul Smith, noto
stilista inglese. Famoso
per la
scelta
dei tessuti, ma
soprattutto per gli accostamenti
cromatici, Paul Smith ha personalizzato nove Bonnie T100 destinate a
completare l'esclusiva linea griffata Triumph che fa parte della sua
collezione abbigliamento autunno/inverno 2005. Le moto saranno esposte
in altrettanti
outlet selezionati in Italia, Francia, Usa, Gran Bretagna e Giappone.
Ciascuna è un pezzo unico che ha richiesto oltre trenta ore
di lavorazione e che lo stilista ha voluto ulteriormente caratterizzare
con l'utilizzo di materiali particolari, come e selle in pelle
di iguana, un vezzo da oltre 1.000 euro e grafiche
multicolori dipinte a mano. Visto
il successo
ottenuto dalle Bonnie by Paul, Triumph realizzerà due serie
limitate di 50 esemplari ognuna denominate "Live fast" e "Union
Jack". Queste 100 motociclette potranno essere acquistate su
ordinazione, a partire da settembre 2005,
in Giappone, Stati Uniti e alcuni Paesi europei. Le moto saranno
identificate dal numero di serie, riportato sul serbatoio, e
accompagnate da un certificato firmato da Paul Smith e John Bloor,
presidente di Triumph Motorcycles. |
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| Chequer (JAP) |
Chequer (JAP) |
Chequer (JAP) |
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| Chevron Paisley (UK) |
Chevron Paisley (UK) |
Chevron Paisley (UK) |
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| Live Fast (FR) |
Live Fast (FR) |
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| Multi Chequer (USA) |
Multi Chequer (USA) |
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| Multi Roundel (UK) |
Multi Roundel (UK) |
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| Multi Stripe (JAP) |
Multi Stripe (JAP) |
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| Multi Swirl (JAP) |
Multi Swirl (JAP) |
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| Slogan Paisley (JAP) |
Slogan Paisley (JAP) |
Slogan Paisley (JAP) |
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| Union Jack (ITA) |
Union Jack (ITA) |
Union Jack (ITA) |
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| Chevron Paisley (UK) |
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| Union
Jack(produzione serie limitata di 50 esemplari) |
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| Live Fast
(produzione serie limitata di 50 esemplari) |
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Nella pagina Wallpaper sono disponibili sfondi per desktop delle Bonneville Paul Smith |
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Tratto dall'Intervista a Tue Mantoni - Dir. commerciale Triumph - Motociclismo Febbraio 2005 Mantoni, giovane 29enne braccio destro di Bloor, promette un incremento del circa 20/25% annuo delle vendite. A suo dire Triumph ha ancora una quota di mercato piccola e con modelli azzeccati è possibile mantenere questo trend di crescita per i prossimi anni. Tra restyling e nuovi modelli Triumph si è impegnata a lanciare almeno due nuove moto all'anno. Quest'anno la Speed Triple e la ST, poi a Parigi verrà proposta la prima delle novità 2006 (una tricilindrica sportiva di 680 cc). L'evento negativo dell'incendio del 2002 è stato sapientemente trasformato dalla Triumph nell'occasione per costruire uno degli stabilimenti produttivi di motociclette più moderni al mondo (factory T2). Questo ha portato ad un miglioramento della qualità costruttiva del prodotto e ad una riduzione dei costi produttivi. Prima dell'incendio la struttura Triumph era arrivata a volumi di produzione elevati senza mai avere avuto la possibilità di fermarsi per riorganizzare l'azienda. La nuova strada intrapresa deve poter fornire ai clienti triumph moto personali e di carattere. Ad oggi non tutta la gamma è ancora in linea con il nuovo "spirito Triumph" anche se la Speed Triple è il miglior esempio ed il modello 2005 va decisamente in questa direzione. Triumph si dedicherà in futuro sempre di più ai motori a due e tre cilindri che caratterizzano da sempre la casa. Le
previsioni di vendita sono di 30-35.000 moto che dovrebbero diventare
37-42.000 nel 2006. Verranno proposte almeno quattro nuove motociclette
con il motore della Rocket III, moto che è stata accolta
molto bene in USA. Nel prossimo anno quasi la metà della
produzione sarà costituita da Rocket III, Speed Triple e
Daytona 650 (circa 5000pz per ciascuna), la serie classica
Bonneville/Thruxton è il 25% del totale mentre il rimanente
25% è costituito da Daytona 955, Speedmaster, Speed Four e
Tiger.
![]() Tue Mantoni direttore commerciale Triumph (fotografato nel 2006) |
| 2006 |
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Anno
importante per la Triumph grazie all'entrata in produzione della
sportivissima 675 tricilindrica: dopo decenni una triumph
riuscirà a battere la concorrenza giapponese (ha
praticamente
vinto tutte le comparative delle riviste del settore 2006). Per tutti i
dettagli su questa motocicletta visitate la pagina Daytona 675.
![]() Decimo
ed ultimo anno di produzione per la Daytona 955i che guadagna nuovi
carter, modifiche al circuito di raffreddamento al cambio ed al
forcellone.
Altre novità per il 2006 sono la presentazione delle seguenti motociclette: la Scrambler, la Rocket III Classic e la Rocket III SE (Special Edition). Dal punto di vista della rete commerciale è da sottolineare l'apertura del Triumph World Store numero 100. Prodotta
alla fine dell'anno la motocicletta con telaio nr. 300.000 (Tiger 1050
Scorched
Yellow). Una moto completa passa nella linea di produzione ogni 2
minuti e 12 secondi (fonte Torque nr.42) che corrispondono a circa 1000
moto a settimana (nel 1990 erano 8 moto a settimana!).
E' il primo anno che negli USA si superano le 10.000 moto vendute negli USA raggiungendo quota 10726. Il recordo storico risale al 1967 quando furono vendute 28.500 Triumph negli Stati Uniti. Il responsabile Sviluppo Prodotti Simon Warburton afferma che il 12% del fatturato è investito nel reparto R&D composto da 150 persone (20 % del personale inglese). Paul
Checkley responsabile ricambi ed accessori mentre Mark Kennedy
è il responsabile Triumph USA.
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Rocket III Classic e Rocket III SE Alla
inimitabile
Rocket
III si uniscono, nel 2006, la Rocket III Classic e la Rocket III SE. Se
l'originale ha fatto breccia nel cuore degli amanti del concetto di
power-cruiser, la Rocket III Classic si rivolge a tutti coloro che
preferiscono un approccio alla guida più rilassato.
Assolutamente orientata al comfort di pilota e passeggero, la Rocket
III Classic é accessoriata con footboards, manubrio
arretrato e una comodissima sella touring. Tutti particolari
significativi che accrescono le già notevoli doti di
macinatrice di chilometri. Realizzata in serie limitata nei colori Jet
Black/Sunset Red con finiture Gold oppure Cherry Red/New England White
con finiture Gold, le sue abbondanti cromature contrastano con gusto il
nero del motore, mentre i finali conici degli scarichi sono il tocco
finale per una moto che é già di per
sé un mezzo unico per stile e carattere.
La
Rocket SE, anch'essa
prodotta in serie limitatissima é
realizzata sulla base della Rocket III ma vanta una nuova colorazione
tribale. Disponibile in Mulberry Red o Monochromatic Caeruleus Blue, la
Rocket SE costerà, come la sorella Classic, 18.290 euro
(tratto da Torque Inverno 2005).
Rocket
III
Classic
Rocket
III SE
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| Il
Salone di Milano - EICMA 2006
(grazie per le foto a Frosty) Oltre alle foto qui riportate, in occasione del salone è stata presentata un offerta speciale denominalta "Speed Carbon". Per maggiori dettagli visitate la pagina Storia Speed Triple. |
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| Bonneville
Flat Tracker |
Scrambler |
Scrambler |
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| Tiger
1050 |
Tiger
1050 |
Scrambler
con scarico Zard |
| Anno finanziario 2006 Il
gruppo Triumph continua la sua costante ascesa anche nell'anno
finanziario 2006, concluso il 30 giugno 2006. I risultati, resi noti a
fine anno, hanno registrato un incremento del 13% sul fatturato e del
18% delle vendite (37.400 motociclette vendute). A questo brillante
successo hanno contribuito
principalmente il lancio ad inizio anno della pluripremiata Daytona 675
- regina delle supersportive - e l'affascinante Scrambler,
teletrasportata dagli anni '50 anche se, come sottolinea Tue Mantoni
(direttore commerciale Triumph), "E' stato di grande soddisfazione
registrare un costante incremento delle vendite relativo a tutte le
motociclette della gamma, a partire dalla Speed Triple fino alla Rocket
III e alle Classiche. La
continua e consistente crescita degli ultimi anni, ci ha permesso di
costruire una solida base sulla quale espandere la capacità
produttiva nel corso del 2006 così da venire incontro alla
crescente domanda di Triumph nel mondo. Continueremo inoltre a
investire in Ricerca & Sviluppo, condizione indispensabile per
dare alla luce nei prossimi anni nuove e sempre più
esaltanti motociclette". Per quanto riguarda il 2007, il programma
Triumph rimane quello di una crescita sostenibile con l'obbiettivo di
distribuire motociclette dal carattere unico attraverso una rete
mondiale di concessionarie sempre più professionali e
orientate al cliente."
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| 2007 | ||
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La
casa
inglese si affaccia al nuovo anno forte di 1100 dipendenti, di cui 150
impiegati nel reparto R&D, una gamma di modelli fatta da tre
famiglie e quattro tipologie di motori diversi. E' l'unica casa europea
a costruire da sola i motori, mentre i telai arrivano dallo
stabilimento Triumph tailandese. La produzione si aggira attorno alle
42.000 moto/anno e l'obbiettivo successivo è il
raggiungimento
di quota 80.000. La produzione è di circa 210 moto al giorno
(per una nuova Tiger costruita da 2500 pezzi servono 4 ore e mezzo). I
maggiori mercati in ordine di importanza sono gli USA, la Gran Bretagna
e l'Italia.
Come sempre alla fine dell'anno con l'avvicinarsi dei più importanti saloni motociclistici, iniziano a trapelare le prime voci relative alla gamma per il 2007. Dopo le prime informazioni "rubate", anche la casa annuncia ufficialmente la nuova gamma. Oltre alla presentazione della nuovissima Tiger 2007, di cui troverete informazioni dettagliate nella pagina Tiger 1050, anche il resto della gamma è sottoposta a sostanziali modifiche. Da rimarcare l'uscita di produzione del motore bicilindrico raffreddato ad aria di 790cc entrato in produzione nel 2001 con il lancio della prima bonneville. |
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Bonneville &
Bonneville Black La cilindrata di questi modelli, fra i più apprezzati della casa inglese, sale a 865cc e allo stesso tempo il basamento del motore adotta una verniciatura nera. Il nuovo motore regala più tiro ai medi regimi e, già a 2.500 giri, è disponibile il 90% della coppia massima, con una accelerazione costante fino alla linea rossa. Sia la Bonneville sia la Bonneville Black hanno inoltre la leva della frizione regolabile nella distanza dal manubrio. Le Bonneville 2007 sono disponibili nei colori Jet Black, Goodwood Green e Aluminium Silver, mentre la Bonneville Black è solo Jet Black con carter neri. La T100, si differenzia alla Bonnie standard per i seguenti particolari: serbatoio bicolore (con filetti decorati a mano), il contagiri, il paraserbatoio, i carter motore cromati. Le combinazioni di colori per il serbatoio per il mercato italiano sono bianco/nero e rosso/nero. Per altri mercati sono disponibili in tiratura limitata anche le seguenti combinazioni: verde/oro, bianco/blu e argento/arancio. America Introdotta nel 2001, l’America è stata sottoposta per il 2007 ad una serie di modifiche che ne migliorano sia l’aspetto sia le prestazioni. Come per le Bonneville il motore cresce di cilindrata da 790cc a 865cc ed il basamento viene verniciato di nero. Gli scarichi con terminali conici, i cerchi in lega a dodici razze sostituiscono i precedenti a raggi, i copristeli forcella, le leve al manubrio regolabili e quattro nuove colorazioni caratterizzano ancora più questa cruiser. Dal punto di vista del comfort va segnalato il nuovo sellino per il passeggero. Nuovi anche gli attacchi per le pedane e il carter catena. Speedmaster Alla Hot-rod di casa Triumph sono state apportate modifiche simili che alla sorella America: supporti pedane, carter catena e copristeli forcella ridisegnati, nuovi cerchi in lega e finitura liscia del carter pignone. Il motore è rimasto invariato rispetto al precedente modello, pur se abbinato a nuovi scarichi cromati con terminali slash-cut. Quattro sono le nuove colorazioni disponibili. Scrambler Arrivata al suo secondo anno di vita la Scrambler, seconda Triumph più venduta in Italia, viene aggiornata con alcuni ritocchi estetici: motore completamente nero (carter e basamento) e nuova colorazione verde/argento che si aggiungono alle tradizionali bianco/blu e bianco/rosso. Thruxton La bonnie più sportiva subisce modifiche solamente di carattere estetico: nuovo motivo sulla fascia centrale composto da due strisce sottili e una più larga e colore dei parafanghi abbinato a quello della moto anzichè grigio come negli anni precedenti. La Thruxton è la bonnie più potente anche se i suoi giorni come unico modello dotato del motoreda 865cc sono oramai lontani. Nuovo il colore Tornado Red. Sprint ST La sport tourer di casa Triumph viene aggiornata con l'obbiettivo di migliorarne già l'ottimo confort. A questo scopo sono stati modificati i pannelli laterali per aumentare l'isolamento termico, migliorata la sella, il manubrio è stato rialzato e arretrato assicurando una guida più rialzata. Il parabrezza maggiorato è disponibile di serie così come kit borse rigide a sgancio rapido. La nuova centralina Keihin di seconda generazione con mappatura evoluta permette alla ST di soddisfare i requisiti Euro 3. Oltre alla colorazione Caspian Blu già presente nel 2006 due nuovi colori sono disponibili: phantom black e Tornado Red. La Sprint ST è stata la Triumph più venduta nel 2006 in UK. |
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| Daytona
675 La
piccola tre ciclindri inglese, la seconda Triumph più
venduta, rimane per il 2007 invariata se non per la nuova colorazione
nera. Per
supportare le eccellenti doti pistaiole della 675, Triumph - in
collaborazione con la Paul Young Racing - ha sviluppato un kit di parti
speciali dedicato alle competizioni. Lo scopo è quello di
rendere la
Daytona competitiva nella categoria Supersport ai massimi livelli. Le
parti del kit sono vendute anche singolarmente, ma la maggior parte di
esse sono studiate e realizzate per dare risultati ottimali se
utilizzate insieme. Il "Kit
Supersport, disponibile
nei concessionari dal
mese di marzo, permette alla 675 di raggiungere una potenza di
circa 135 CV alla ruota (dato stimato e non ufficiale).
La lista dei componenti inclusa del Kit completo è la seguente: impianto scarico completo Arrow, albero a camme aspirazione, albero a camme scarico, ingranaggi alberi a camme, molle valvole, catena distribuzione, tendi catena, valvole, tromboncini aspirazoine airbox, albero primaria, ingranaggio 1° albero secondario, alternatore-rotore-coperchio, centralina, cablaggio completo, guarnizione testa 0.65 mm (o 0.60 mm), carter motori alternatore e frizione in carbonio, filtro aria eregolazione minimo manuale. Rocket III e Rocket III Classic Nessuna modifica di rilievo sulla maxi cruiser inglese se non l'eliminazione dei colori giallo e grafite per la Rocket III e l'aggiunta delle colorazioni bianco/blu e due versioni in rosso/nero con differente decorazione a filetti in oro o argento. Lo sfondo della strumentazione diventa nero per il 2007. |
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Anticipazione Street Triple Nel
corso del 2007 verrà presentata la nuova nuda di media
cilindrata: la Street Triple derivata dalla 675 che si
caratterizzerà per il fanale e il
doppio scarico alto stileSpeed
Triple. La presentazione della Street Triple dovrebbe avvenire in
occasione del Tridays (raduno Triumph europeo) nel mese di luglio 07.
Le foto qui sotto sono
relative ad una sessione di test presso il circuito spagnolo di
Almeria. La nuda andrà in concorrenza con le varie Hornet,
Z750, GSX con un prezzo molto competitivo (inferiore a
8.000€). Si
vocifera inoltre relativamente ad una nuova "grossa" motocicletta che
verrà presentata entro la fine dell'anno.
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| Al salone motociclistico di Parigi di Settembre Triumph espone la gamma 2008 | |
![]() ![]() Daytona
675 SE
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Al salone
motociclistico di Parigi che si è aperto 29/09/07,
Triumph
ha presentato la gamma motociclette 2008.
Le novità della casa inglese, oltre alla già conosciuta Street Triple, ruotano attorno alla nuova versione della Speed Triple, all'introduzione dell'iniezione elettronica nella gamma Classic, alla Thruxton che perde i due semimanubri in favore di un unico manubrio basso e ed una versione speciale della 675 denominata SE. Nuove chiaramente le grafiche delle moto fra cui segnaliamo il nuovo colore per la Scrambler. Vediamo in dettagli le novità. MODERN CLASSIC - Bonneville, T100, Scrambler, Thruxton Il 2008 segna la data in cui la gamma è aggiornata con un nuovo sistema di iniezione elettronica per soddisfare le norme sulle emissioni Euro 3 che entreranno presto in vigore. Il motore a iniezione funziona in modo più pulito di quello a carburatore ed è più facile accenderlo a freddo. Lo stile rétro che ha reso leggendarie tutte le Classiche di Triumph rimane tuttavia inalterato, dato che gli iniettori sono stati abilmente nascosti dai corpi farfallati progettati in modo tale da sembrare dei carburatori. Altre novità sono il materiale delle pastiglie freno, più performante, e la guarnizione del tappo di rifornimento, riprogettata per facilitarne l’apertura. Inoltre, la Thruxton è stata oggetto di interventi mirati ad ottimizzare il confort di guida ed è ora dotata di un manubrio intero che permette di ridurre la pressione sui polsi e di tenere una posizione più eretta. Gli specchietti alle estremità del manubrio diventano standard. Novità anche fra gli accessori, con i bellissimi scarichi road-legal realizzati ad hoc dalla Arrow. CRUISER - America, Speedmaster, Rocket III, Rocket III Classic Per le bicilindriche America e Speedmaster arriva il nuovo sistema di alimentazione ad iniezione elettronica, con le stesse caratteristiche evidenziate per le Classiche, abbinato a serbatoi dal disegno rivisto, più filante e pulito grazie all'assenza di giunture (la capienza aumenta da 16.6 a 19.3 litri). Nessuna novità tecnica invece per le Rocket, che saranno proposte in nuove combinazioni di colore. URBAN SPORT - Street Triple, Daytona 675, Speed Triple, Sprint ST, Tiger Oltre all'ingresso della nuova Street Triple, che ha già assunto il ruolo di regina delle naked di media cilindrata, ci sono nomerose novità che riguardano la famiglia delle sportive Triumph. Per la Daytona 675 ci sono fari anteriori dalle prestazioni migliorate e alcuni ritocchi al look (nuove decals e il dado dello sterzo anodizzato oro). A fianco del modello standard c'è poi la versione SE (Special Edition), realizzata in Jet Black con cerchi e decals color oro e motore nero. Anche la Sprint ST riceve le stesse migliorie ai fari anteriori, oltre a pedane con un nuovo e più resistente rivestimento e al serbatoio in metallo. Ed ora, la nuova Speed Triple. Negli ultimi tre anni è stata la regina delle maxi-naked e, per assicurarle un regno ancora lungo, è stata oggetto di un restyling per rinfrescarne il look e ottimizzarne le prestazioni. Sono stati completamente ridisegnati il telaietto posteriore, la sella, le fiancatine, il codino, portatarga e le pedane passeggero (riposizionate per offrire più comfort). Nuovi anche i cerchi, il manubrio Magura a diametro differenziato, le pinze freno anteriori Brembo e la pompa radiale Nissin. Per contribuire a rendere più raffinato e aggressivo l'insieme sono state ridisegnate le fiancatine del radiatore e anodizzati nero i foderi della forcella. La gamma colori viene ampliata con il nuovo Blazing Orange. Al salone era esposta una versione della nuova Speed Triple accessoriata con la nuova linea di accessori dedicata. Maggiori informazioni Storia Speed Triple. TRIUMPH TORNA ALLE COMPETIZIONI! Sempre
in occasione del salone di Parigi, Simon
Warburton, product manager di Triumph Motorcycles Co., e Stefano Caracchi,
titolare della Scuderia SC hanno annunciato
il ritorno alle competizioni del marchio Triumph.
Il
programma prevede la partecipazione nel 2008 al Mondiale Supersport
e all'Europeo Superstock 600 con le Daytona 675.
Ancora da scegliere i piloti, due per l'Europeo e due per il Mondiale;
ma si sa che la squadra è orientata a pescare nel vivaio dei
più giovani emergenti italiani e
britannici.
Nonostante
il glorioso passato sportivo del marchio, quello del 2008
sarà un debutto assoluto per la Triumph,
che da quando è stata rifondata a Hinkley non ha mai corso
ufficialmente.
Il
Team Triumph-SC sarà dunque la sola emanazione
ufficiale
della casa inglese e conserverà la propria base a Bologna,
dove
provvederà anche allo sviluppo dei mezzi con la sua equipe
di tecnici,
capitanati da Franco Farnè
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2008
![]() L'anno nuovo inizia da subito a regalare soddisfazione alla casa inglese. In occasione di una comparativa organizzata in gennaio da Motonavi - rivista motociclista giapponese - la Street Triple viene premiata come miglior motocicletta. Cinque giornalisti specializzati hanno testato 23 motociclette di vario tipo (fra cui la Street Triple e la Tiger) nel circuito "Fuji Internationa Speedway". Sempre nel mese di gennaio la Street Triple regala ancora soddisfazioni vincendo il Motorbike of the Year 2007 grazie al perfetto equilibro tra motore e ciclistica. La Street Triple vince anche il "Best Bike Awards" nel mese di Giugno.
Rocket III Touring 2008 La nuova Rocket III Touring è stata presentata alla stampa mondiale il 14/10/07 ad Atlanta in occasione della riunione dei Dealers Usa e successivamente al grande pubblico durante il salone EICMA di Milano. Realizzata combinando stile custom-touring con prestazioni esaltanti e comfort di guida, la Rocket III Touring è la prima cruiser progettata espressamente per il turismo in prima Classe. Condivide l’incredibile propulsore 2.3 litri della Rocket III, rivisto e addolcito (108 CV a 5400 rpm e 209 Nm a 2000 rpm) per una marcia in assoluto relax, ma per quanto riguarda tutto il resto è assolutamente nuova. Telaio, ruote, sospensioni (anteriore tradizionale in sostituzione delle rovesciate presenti sulla Rocket III, sella, serbatoio, strumentazione, luci… sono realizzati ad hoc per soddisfare le esigenze dei clienti interessati alle custom-tourer. La cura del dettaglio e delle finiture è stata massima e lo si può notare da particolari come il parabrezza e le borse a sgancio rapido, con serratura di sicurezza. La Rocket III Touring utilizza la stessa piattaforma motore della Rocket III. Il propulsore da 2294cc a iniezione elettronica, tre cilindri, in linea, 12 valvole genera una coppia impressionante (209Nm) già a 2000 giri/min. Basta aprire il gas nella marcia più alta, da una velocità anche inferiore ai 50 chilometri orari, per avere a disposizione questa ondata irresistibile di coppia, una capacità di accelerazione incredibile che la Rocket III conserva anche a pieno carico e con due persone a bordo. La doppia valvola per ogni corpo farfallato assicura un controllo preciso sul motore, con una configurazione che permette alla centralina ECU di variare il flusso di carburante e la mappatura in base alla marcia selezionata e alla velocità. In questo modo, la curva di coppia è sempre quella giusta per ogni rapporto del cambio. Questo spiega la risposta rapida, pulita e potente della Rocket III Touring a qualsiasi velocità e in qualsiasi marcia. Come nella Rocket III, l'airbox e filtro dell'aria principale è sotto la sella del guidatore. L'aria fresca, aspirata attraverso un elaborato sistema di tubi stampati nella base della sella, passa dall'airbox principale in una seconda camera a pressione (situata sotto il coperchio cromato sul lato sinistro del serbatoio), e da lì nei corpi farfallati. La Rocket III soddisfa i requisiti di emissione Euro 3 fin dal lancio, avvenuto nel 2004, grazie ai due convertitori catalitici nel collettore di scarico, posizionati proprio davanti alla ruota posteriore, che depurano i gas prima di espellerli attraverso i tre silenziatori. Il segreto di questa configurazione è la vicinanza dei catalizzatori ai tubi del collettore, che assicura un'attivazione rapida ed efficiente, e quindi una riduzione delle emissioni molto veloce. Il robusto albero motore forgiato pesa 17 kg ed è montato su quattro bronzine con manovellismo a 120°. L'ordine di accensione delle tre coppie di candele è 1-2-3, dal cilindro anteriore al posteriore. L'albero di bilanciamento, l'albero primario e il secondario sono controrotanti rispetto all'albero motore, il che riduce al minimo la coppia di rovesciamento, anche se da fermi si può avvertire la rotazione potente che tanto contribuisce al fascino della Rocket III. Il posizionamento basso dell'albero a gomiti, in una configurazione in cui il motore è giù di per sé basso e allungato, contribuisce ad avvicinare a terra il baricentro della moto. Il propulsore, saldamente infulcrato al telaio, funge da elemento stressato assicurando la massima rigidità torsionale del collegamento fra la traversa di testa e il perno del forcellone, e il perfetto contralbero primario contiene al minimo la vibrazione di questo tre cilindri. I geni della famiglia Rocket giocano un ruolo fondamentale nel fascino di questa motocicletta ma al centro del progetto c’è innanzitutto la sua versatilità. La Rocket III Touring è una moto pensata per essere guidata e per trasmettere confidenza in ogni situazione e ad ogni andatura. Le sospensioni sono settate per privilegiare il comfort e offrire il massimo in termini di guida turistica, mentre le gomme di sezione contenuta rendono ancora più facile e piacevole affrontare anche le curve più strette. I comandi al manubrio e quelli a pedale sono entrambi regolabili, questi ultimi sono inoltre dotati di ampie pedane poggiapiedi. La presenza imponente dei modelli Rocket ha sempre avuto un'importanza fondamentale, ma l'essenza di questa moto è la sua praticità. La Rocket III Touring nasce con il pensiero rivolto soprattutto alla sensazione di guida e, fin dalle fasi iniziali del progetto, l'obiettivo dichiarato è stato quello di creare una moto sempre facile, comoda e sicura da guidare, a passo d'uomo come ad alta velocità. Il telaio tubolare a doppia trave è completamente nuovo, così come il forcellone a doppio braccio su cui si innesta l'albero. La moto vanta una sorprendente manovrabilità alle basse velocità, grazie all'efficace angolo di sterzo e alla nuova ruota anteriore da 16 x 3,5 con pneumatico da 150 di sezione. La ruota posteriore da 16 x 5,0 con pneumatico da 180, contribuisce a massimizzare la capacità delle borse rigide senza aumentare le dimensioni della moto, e nel frattempo consente alla Rocket III Touring di affrontare i tornanti con fluida agilità. Realizzate in alluminio pressofuso, le nuove ruote a 25 raggi sono protette da parafanghi ridisegnati. Le forcelle di nuova concezione, con sospensioni posteriori regolabili nel precarico, assicurano una guida morbida e controllata, mentre l'azione frenante è affidata sull'anteriore a un doppio disco con pinze a 4 pistoncini e a un disco singolo con pinza a 2 pistoncini sulla ruota posteriore. I comandi manuali e al piede sono completamente nuovi, con la leva del cambio totalmente regolabile tra punta e tallone, le leve manuali più grandi e le pedane disegnate a goccia. I nuovi poggiapiedi in alluminio cromato sono un esempio della cura per i dettagli per cui questa moto si distingue: i perni girevoli imbussolati, il paracolpi in gomma e le piastre antiusura rendono questi componenti non solo estremamente funzionali, ma anche belli da vedere. Anche le pedane per il passeggero sono state rinnovate con lo stesso livello di attenzione, e il risultato è un look gradevole ed elegante destinato a durare nel tempo. La comodità di guidatore e passeggero ovviamente è fondamentale per una turistica, quindi la sella della Rocket III Touring è progettata per accogliere entrambi nel modo più confortevole. Costruita con due strati separati di imbottitura di densità diverse, offre al passeggero il beneficio aggiuntivo di un cuscinetto in gel, che assicura il massimo comfort alla fine come all'inizio di un lungo viaggio. Tutte le cuciture sono completamente nastrate, così prendere la pioggia durante l'uscita domenicale non significa ritrovarsi con la sella bagnata anche lunedì, martedì e mercoledì! Sopra al nuovissimo serbatoio senza saldature è stato posizionato un bel tachimetro di grandi dimensioni con indicatore del livello carburante analogico integrato. Il blocco interruttori comprende un pulsante a scorrimento che consente di controllare l'ora, il contachilometri parziale e l'autonomia sul display del tachimetro senza spostare le mani dal manubrio. La moto di serie è dotata di un parabrezza basso a sganciamento rapido, anche questo molto curato nei dettagli. Il meccanismo in acciaio inossidabile lucidato e i supporti a molla esclusivi di Triumph bloccano il parabrezza saldamente in posizione, mentre i deflettori d'aria più in basso aiutano la "lama" principale a limitare la turbolenza. Sempre di serie anche le borse rigide in tinta da 39 litri a sganciamento rapido, che si chiudono con la chiave di accensione della moto. Quando le smonterete per pulirle noterete che la forma è stata appositamente progettata per consentirvi di poggiarle comodamente a terra. Provate a uscire sotto la pioggia e noterete anche qualcos'altro: la tenuta stagna è perfetta e gli oggetti all'interno non si bagnano. Il nuovo faro anteriore cromato da 7'' con lenti chiare e riflettore sfaccettato assicura una visione notturna ottimale, mentre gli indicatori anteriori e posteriori sono montati all'interno di eleganti "ali" in alluminio pressofuso cromato. I due lunghi silenziatori sono posizionati in basso, sotto le borse, uno per lato. Scegliere i colori non è stato facile, dato che la moto è splendida in tutte le varianti cromatiche proposte da Triumph! Alla fine ci siamo decisi per l'elegante Jet Black con filetto argentato dipinto a mano, il favoloso abbinamento Jet Black/New England White, l'aggressiva combinazione Jet Black/Tornado Red e infine l'ipnotico Eclipse Blue su Azure Blue. Il concetto della Rocket III Touring è arrivato alla fase di progettazione a febbraio del 2004, poco prima del lancio della Rocket III. L'obiettivo era semplice: creare una turistica concreta, con vocazione da cruiser. Il progetto per trasformare l'idea in realtà, ossia per disegnare e costruire questa macchina poderosa, è partito a dicembre dello stesso anno. Nessun dubbio sulla scelta del propulsore: quello super potente della Rocket III era perfetto per una moto come questa. Intorno a settembre 2005 un massiccio modello di progettazione aveva già preso forma. La riproduzione tridimensionale a grandezza naturale ha permesso di valutare visivamente le superfici stilizzate e quindi modificarle in base al bisogno. Dopo la scansione del modello così perfezionato, i tecnici hanno potuto procedere con la trasposizione del progetto dalla resina alla realtà. Attraverso un'analisi dettagliata, eseguita con la modellazione computerizzata e il metodo FEA (analisi degli elementi finiti), Triumph ha potuto individuare gli utensili necessari per i componenti principali già nelle prime fasi del ciclo di sviluppo. Nei sette mesi successivi, ci si è concentrati sullo sviluppo e sulle prove del prototipo per ottimizzare le caratteristiche del motore e perfezionare il telaio, fino a quando la geometria della moto non ha assunto la sua forma definitiva ad aprile 2006. La regolazione finale delle sospensioni e la scelta di pneumatici standard risalgono a maggio 2007, mentre la taratura dell'iniezione elettronica del carburante, ultima tappa del ciclo di sviluppo, è stata definita e approvata a settembre di quest'anno. L'avvio della produzione in serie è fissato a novembre 2007. Per venire incontro ad una delle principali esigenze del mercato delle cruiser, la possibilità di personalizzazione, Triumph ha realizzato oltre 70 nuovi accessori espressamente dedicati alla Rocket III Touring. Diversi tipi di selle, vari modelli di schienalini, borse, valigie e un’infinità di parti cromate che garantiscono di adattare la motocicletta alle caratteristiche di ciascuno. Senza contare il notevole incremento di guadagno sul valore della vendita.
Un altro motivo per cui il 2008 sarà ricordato come un anno importante per la Triumph è il ritorno alle competizioni mondiali del marchio inglese dopo oltre trent'anni di assenza! Il modello che ha permesso questo rientro è la sportivissima Daytona 675, la trecilindri che ha vinto tutte le ultime prove comparative con la concorrenza. Due sono i team iscritti al mondiale supersport che gareggiano con la trecilindri inglese. Il Team Triumph-SC, la sola emanazione ufficiale della casa inglese, conserva la propria base a Bologna, dove provvede anche allo sviluppo dei mezzi con la sua equipe di tecnici, capitanati da Franco Farnè. Il pilota di punta del team è l'esperto pilota Garry McCoy. Il secondo pilota è Paul Young il collaudatore Triumph che ha portato la 675 in gara nel campionato Supersport britannico del 2007. ![]() Jerry McCoy in occasione
dei primi test Pirelli in Quatar (novembre 2007)
Oltre al teamc ufficiale SC, è presente il team BE1 Racing capitanato da Giuliano Rovelli che partecipa al campionato mondiale Supersport ed al CIV. Il pilota di punta per il campionato Supersport è Ivan Clementi (già campione europeo 250 GP) che ha ottenuto buoni risultati nel campionato italiano 2007 con la Daytona. Il secondo pilota è l'australiano Mark Aitchison il miglior Rookie della stagione 2007 in STK 1000. Il primo luglio del 2008, Tue Mantoni diventa CEO Triumph ed a lui è affidato il timone dell'azienda inglese. A soli 33 anni, Tue è riuscito a conquistare sul campo la fiducia del patron John Bloor. In un intervista rilasciata a Motociclismo, il nuovo CEO conferma il trend positivo dell'azienda che nel 2008 dovrebbe superare le 50.000 unità prodotte migliorando così il record di produzione della vecchia Triumph di Meriden (46.800 moto nel 1969). |
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| 2009 | |||||||
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John Bloor, unico proprietario di Triumph Motorcycles, ha avuto la capacità di delegare la direzione della sua azienda al CEO Tue Mantoni (dal 2008) e con il 2009 si aggiunge anche Digby Jones in qualità di nuovo presidente Triumph. Ma chi è Mr.Jones? Riportiamo qui di seguito parte dell'articolo tratto da "Triumph Magazine" nr. 6. Ci sono poche persone, nel mondo degli affari, che possano vantare connessioni migliori di Lord Digby Jones che siede alla Camera dei Lord, come tecnico politicamente indipendente. Inoltre è a capo del consiglio consultivo internazionale di HSBC e del consiglio consultivo di JCB ed è ambasciatore dell’azienda Jaguar. Qual è il ruolo del presidente di Triumph? Sono un non esecutivo, pertanto non partecipo alla gestione quotidiana dell’azienda. John Bloor è il proprietario e ha la facoltà di scegliere i collaboratori e ha messo me a capo delle riunioni mensili del consiglio. Durante queste riunioni valutiamo delle relazioni da tutto il mondo sull’andamento dell’azienda. Visioniamo relazioni sulle vendite e sulla produzione, nonché sullo stato finanziario dell’azienda. Inoltre, esaminiamo documenti circa il nostro comportamento ambientale, gli standard relativi a salute e sicurezza e la nostra gestione aziendale. Conduco le riunioni di modo che vengano trattati tutti i punti in agenda. Una volta al mese analizziamo ciò che è accaduto il mese precedente e dove vogliamo arrivare tra un mese, un anno, cinque anni. Il mio altro ruolo consiste nel fungere da collegamento con John Bloor, che ama gestire la sua azienda in maniera molto pratica, e con il Chief Executive Tue Mantoni e gli altri dirigenti. In qualità di presidente posso presentare l’azienda a diversi interlocutori in tutto il mondo. Sono stato Ministro del Commercio nel governo in carica nel 2007 e nel 2008 e sono stato direttore generale della CBI (Confederation of British Industry, Confederazione delle industrie britanniche) tra il 2000 e il 2006. Pertanto sono conosciuto nei mercati in cui opera anche Triumph. Il terzo ruolo che ricopro consiste nell’aiutare a incrementare il profilo dell’azienda in alcune aree. Per diverse ragioni e sotto diversi punti di vista, l’incredibile successo ottenuto da Triumph, che produce quasi 50.000 moto all’anno e le vende in così tanti mercati, arrivando persino ad essere votata moto dell’anno nella terra della Harley Davidson, non è stato totalmente riconosciuto. Dubito che gli inglesi si rendano del tutto conto di quale successo ha avuto origine entro i confini nazionali. Così a ogni cena cui prendo parte, durante ogni discorso che tengo e con ogni persona che incontro, ho la possibilità di diffondere il messaggio. C’è qualcosa di Triumph che la sorprende? Ciò che mi ha sorpreso e positivamente colpito è che il John Bloor che conosco personalmente da 20 anni è lo stesso John Bloor in azienda. Alcune persone abbandonano la propria personalità fuori dall’ufficio e diventano un po’ carogne in azienda: non John. E benché sia l’unico proprietario di Triumph e l’azienda sia stata costruita con i suoi soldi, è capace di delegare. Non lo preoccupa affidare ad altri compiti o ruoli affinché tutto venga fatto al meglio. E io ne sono un esempio. Ha scelto di farsi affiancare da un presidente e da un Chief Executive. Pochissimi imprenditori l’avrebbero fatto. ![]() 2009 - Digby Jones è nominato nuovo presidente Triumph. Dallo stesso numero di "Triumph Magazine" riportiamo un estratto della intervista a John Bloor, il proprietario di Triumph: Perché Triumph va contro corrente e continua a crescere mentre i mercati sono generalmente in declino? In realtà è una domanda complessa che comprende diversi fattori. Forse perché siamo più piccoli rispetto a gran parte delle altre grandi imprese. Penso che abbiamo tenuto i nostri prezzi nella giusta fascia e abbiamo provato a essere innovativi anno dopo anno. Abbiamo una gamma ragionevolmente ampia di prodotti e non siamo una vertical company gerarchizzata. Guardando al passato, che importanza ha avuto la decisione di interrompere la produzione di moto a quattro cilindri? Difficile a dirsi. È stata più una decisione di marketing che di produzione. Le tre cilindri ci rendono più unici, e le bicilindriche rappresentano la tradizione di Triumph. E, naturalmente, le tre cilindri l’hanno rappresentata in tempi più recenti. La decisione sembra aver funzionato, ma penso che se si costruisce un buon prodotto, se i prezzi sono corretti e se la qualità offerta è buona, si può sempre avere un’opportunità sul mercato. Ci può dire perché ha scelto Lord Digby Jones come presidente? Conosco Digby da anni, da quando lavorava in uno studio legale di Birmingham. Ha un ottimo profilo e se incontriamo delle difficoltà nei Paesi in cui operiamo, Digby, in generale, conosce sempre qualcuno in quel Paese che ci può aiutare a sistemare le cose. È un bravo ragazzo. Mi fido di lui, proprio in virtù del fatto che lo conosco da molti, molti anni. Cosa apporta all’azienda Tue Mantoni, il CEO di Triumph? Arrivava con esperienze di consulenza vendite e ha rafforzato il settore marketing dell’azienda. Siamo sempre stati valutati rispetto alla parte ingegneristica. Tue ci ha portato il suo approccio strutturato alle vendite e da allora siamo cresciuti. Ora abbiamo anche Paul Stroud, un esperto di marketing, e il team lavora molto bene. Si dice che lei sia un tipo incredibilmente pratico: ci può descrivere in che modo è coinvolto nella gestione quotidiana di Triumph? Sono lì quasi ogni giorno. Se non nell’edificio dell’azienda, sono a 20 minuti di strada. Quando sono lì, potete trovarmi in un punto qualsiasi della fabbrica. Partecipo alle riunioni, in vari settori, e osservo cosa accade. Se c’è una decisione da prendere, quella più logica vince, che sia mia o di qualcun altro. Non sono certo lì per prevaricare gli altri. In qualità di amministratore fiduciario senior, mi sincero che siamo tutti d’accordo. Se c’è un lieve disaccordo nel team, sono solitamente coinvolto e penso alla soluzione più logica. Ci racconti di Triumph in Tailandia. La fabbrica in Tailandia ha sviluppato una cultura simile a quella di Hinckley. In Tailandia lavorano sedici inglesi, persone che lavorano per Triumph da 15 o 20 anni. Ci occupiamo del nostro personale in Tailandia nello stesso identico modo in cui ci occupiamo dei nostri dipendenti qui. Visitando la fabbrica, non si nota alcuna differenza rispetto alla fabbrica britannica. I nostri concorrenti fanno produrre i loro componenti in ogni parte del mondo e alcuni non lo ammettono. Noi siamo sinceri e dichiariamo di avere un impianto di produzione in Tailandia, dato che se non avessimo una percentuale di prodotti realizzati in un Paese a basso costo non potremmo mantenere il nostro business qui, non saremmo competitivi. Perché la Tailandia? I tailandesi sono costanti e coerenti. Sono bravi con le mani. E ci sono moltissimi stabilimenti giapponesi in Tailandia. I giapponesi hanno investito molto nell’insegnamento e nella formazione del personale e non fanno mai niente senza una ragione. Sono molto analitici. Anche nello staff di Triumph Italia ci sono delle novità con l’entrata di Paolo Fabiano. Dal settembre del 2009 Paolo è infatti il nuovo marketing manager di Triumph Motorcycles per il mercato italiano. Mario Lupano, general manager di Triumph, lo ha voluto al suo fianco per lo sviluppo di un nuovo piano marketing che rafforzi la presenza del marchio sul mercato italiano, anche per la parte relativa all’abbigliamento tecnico legato al brand. La gamma Triumph 2009, presentata ai concessionari Triumph a Birmingham il 20 luglio 2008, vede l'ingresso della nuova Street Triple R, delle nuove Bonneville con il look anni '70 e dell'evoluzione della Daytona 675. Per i dettagli delle modifiche apportate ai singoli modelli visitate la relativa pagina: Daytona 675, Street Triple, Bonneville, Speed Triple, Tiger. Entra in produzione la nuova bicilindrica Thunderbird 1600cc ed una serie di versioni speciali: Bonneville 50th Anniversary, Speed Triple 15th Anniversary e della Tiger SE. Maggiori informazioni nelle pagine dedicati ai relativi modelli. Nel mese di luglio la Thunderbird 1600 è stata votata dalla la rivista americana Cycle Word la miglior cruiser dell’anno 2009. L’importanza del premio ottenuto è ancora maggiore se si considera che Cylce Word è probabilmente la rivista mensile del settore più venduta al mondo ed è sicuramente la più letta negli USA, il maggior mercato al mondo per le cruiser. ![]() 2009 Bonneville T100 50th Anniversary ![]() 2009 Bonneville SE ![]() 2009 Street Triple R ![]() 2009 Tiger SE ![]() 2009 Scambler ![]() 2009 Thruxton ![]() 2009 Gamma Rocket ![]() 2009 Rocket III ![]() 2009 Rocket III Classic ![]() 2009 Rocket III Touring ![]() 2009 Rocket III Touring ![]() 2009 Sprint ST Anche nel 2009 Triumph partecipa al mondiale Supersport. Il team BE1 Racing diventa la squadra ufficiale per il campionato, al quale parteciperà con i piloti Garry McCoy e Gianluca Nannelli, ai quali è affidata l'ultima versione della Daytona 675. Il team BE1 Racing non è una novità assoluta in casa Triumph, presentatosi al via del mondiale 2008 con il supporto dell'importatore italiano è stata la squadra meglio classificata del marchio. Anche l'australiano Garry Mc Coy non è estraneo al tre cilindri Triumph. La tre cilindri inglese, presentata nel 2006 ed accolta senza troppa fiducia dalla critica, ha aperto una nuova via. In due soli anni ha raccolto successi nel campionato tedesco francese ed inglese oltre ad essersi piazzata più volte entro i top 6 del campionato mondiale Supersport. Il 2009 è anche da ricordare per i due podi guadagnati da Gerry McCoy in sella alla Daytona 675 nel mondiale Supersport: il pilota australiano infatti porta la sul terzo gradino del podio la trecilindri inglese, gestita dal team BE1, sia nella gara di Donington Park (28/06/2009) che nell'ultima gara della stagione di Portimao (25/10/09). Si tratta del primo podio mondiale per la nuova Triumph di Hinckey. A fine stagione la Triumph agguanta il 8° posto nella classifica piloti (su 37 iscritti) ed il 4° posto nella classifica costruttori precedendo la Suzuki (ricordiamo che la Triumph è l'unica casa non giapponese partecipante al campionato!). ![]() 2009 Gerry McCoy e la Daytona 675 gestita dal team BE1 nell'ultima gara della stagione a Portimao conclusa con il terzo gradino del podio La seconda moto del team BE1 è stata affidata al pilota italiano Gianluca Nannelli (16° posto) per gran parte del campionato, mentre nelle ultime tre gare è stata guidata dall'inglese Chaz Davies. La stessa trecilindri è incoronata per il quarto anno consecutivo regina del SUPERTEST. ROCKET III ROADSTER (MY2010) Nel mese di ottobre viene presentata in Inghilterra la nuova Rocket III Roadster definita dalla casa inglese “ultimate muscle streetfighter”! Il trecilindri da quasi 2300cc è stato rivisto ottenendo il nuovo record per quanto riguarda la coppia massima di una motocicletta di serie: 224Nm! Oltre alla modifica del propulsore la nuova
Roadster si differenzia dal
precedente modello per le nuove sospensioni posteriori, per i nuovi
silenziatori, uno per lato, e per la nuova posizione di guida grazie
alle pedane più arretrate, basse e strette rispetto alla versione
standard. Nuova anche la nuova sella più alta e inclinata in avanti.
Dal punto di vista estetico la nuova Triumph si riconosce per le molte parti meccaniche verniciate di nero (i gambi delle forcelle, le piastre, la griglia del radiatore, le molle degli ammortizzatori posteriori…) che donano alla nuova trecilindri un look più aggressivo. La Roadster viene venduta di serie con l’impianto frenante dotato di ABS e verrà offerta nelle colorazioni Phantom Black o Matt Black.
SALONE EICMA MILANO 10-5 Novembre 2009 In occasione di Eicma 2009 la casa
inglese espone le novità della gamma
per il 2010, prime fra tutte la nuova Rocket III Roadster. Altre novità
presentate sono la Speed Triple SE in verniciatura bicromatica
(maggiori informazioni alla pagina Storia
Speed Triple)
e la Bonneville Sixty una versione della T100 che ricorda le
colorazione delle bonneville degli anni'60. Infine sono presentate due nuove,
esclusive colorazioni premium per la Thunderbird: la Phantom Blue Haze
e la Phantom Red Haze. La verniciatura è realizzata a mano dai tecnici
Triumph direttamente nella fabbrica di Hickley e contiene una
componente altamente brillante che giocando con le sfumature, consente
di osservare un passaggio senza soluzione di continuità dal nero
profondo ad un vibrante blu o rosso. Le
nuove colorazioni saranno disponibili in edizione limitata a partire
dai primi mesi del 2010.
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ACCORDO
TRIUMPH - OHNLINS
Durante il salone EICMA del 2009
Triumph annuncia la nuova partnership con Ohlins, leader mondiale delle
sospensioni racing. Dal mese di marzo 2010 tutta la gamma Urban Sport
Triumph (Daytona 675, Street Triple, Street Triple R, Speed Triple e
Tiger) potranno essere quindi equipaggiate con le sospensioni Ohlins
appositamente realizzate in collaborazione con Triumph. Tutti i componenti potranno essere
acquistati ed installate direttamente presso le concessionari ufficiali
della casa inglese.
![]() Mono posteriore Ohlins montato sulla Speed Triple Non vi sarà sicuramente sfuggito l’impegno di Triumph nello sviluppo di solide collaborazione con l’elite delle aziende di abbigliamento e componenti del settore motociclistico. Negli ultimi anni Triumph ha iniziato a offrire esclusivi componenti Arrow, tra cui sistemi di scarico e terminali slip-on, su alcune delle sue moto. Ultimamente le già famose gamme d’abbigliamento si sono arricchite di tute intere e divisibili in pelle, stivali e guanti Alpinestars a marchio Triumph. L’ultima partnership vede Triumph collaborare con gli esperti svedesi di sospensioni, Öhlins, per creare ammortizzatori posteriori per la gamma Urban Sports. Il Coordinatore di International Accessories Sales di Triumph, Tom Scola, spiega il perché di tale collaborazione e quali vantaggi porterà ai Triumphisti. “Abbiamo deciso di lavorare con Öhlins perché sono i leader indiscussi del settore delle sospensioni motociclistiche. I loro prodotti sono apprezzati in tutto il mondo per le eccezionali prestazioni e la sorprendente qualità che li caratterizzano. Come Arrow, vantano un forte background sportivo, il che significa che i prodotti vengono sviluppati per dare il meglio nelle condizioni più estreme. I continui sviluppi e miglioramenti che tali aziende intraprendono sui circuiti di tutto il mondo vengono riproposti nei prodotti acquistati dai nostri clienti.” I prodotti Öhlins sono sinonimo di design, tecnologia, qualità e prestazioni. Nessun altro produttore di sospensioni può contare su una tale forza del marchio. I team leader della MotoGP e della World Superbike sono ben lieti di pagare per lavorare con Öhlins, che non manca mai di dimostrare l’eccellenza tecnica dei suoi prodotti. “Abbiamo iniziato le trattative con Öhlins nel 2008 e ci colpì molto il loro livello di conoscenza nei confronti delle nostre moto. Fu subito ovvio che avevano osservato attentamente la forte crescita di Triumph come produttore motociclistico anno dopo anno.” Gli ammortizzatori che Triumph sta includendo come accessori ufficiali sono stati sviluppati sia su pista e che su strada, per offrire un prodotto ottimale sotto tutti i punti di vista. Öhlins vanta un’enorme infrastruttura interna per i test che assicura durevolezza e prestazioni impareggiabili per le sospensioni. Inoltre, Triumph sottopone tutti gli accessori a verifiche esaustive e complete, esattamente come avviene per i componenti originali. Il team preposto ai test è quindi costantemente impegnato a valutare e migliorare tutti i componenti. Non appena hanno scoperto le prestazioni delle unità di sospensione Öhlins, non vedevano l’ora di montarle sulle moto di prova. “Per noi qui in fabbrica era un esempio perfetto del fascino e del prestigio che accompagnano il marchio Öhlins,” dice Scola. “Tutte le nostre moto Urban Sports sono ampiamente apprezzate per il loro telaio leader di settore completo di eccezionali sospensioni e freni e siamo orgogliosi di tale riconoscimento. Ma ci saranno sempre clienti che cercheranno quel qualcosa in più ed è proprio a quel punto che la nostra offerta di prodotti Öhlins diventa importante,” spiega Scola. “Di sicuro ci sono marchi più a buon mercato ma nessuno offre tutto ciò che invece ci garantiscono le unità Öhlins. Riteniamo che questi ammortizzatori rappresentino un valore eccellente se confrontati ai prodotti concorrenti. Le unità di sospensione Öhlins si uniscono alle nostre moto Urban Sports (una gamma dal valore già ampiamente riconosciuto) e le rendono straordinarie. Offrono un pacchetto completo di vantaggi: qualità, regolazione, durevolezza, prestazioni e fiducia.” Per festeggiare questo evento Triumph ha presentato al salone una Speed Triple Special (non presente in listino) con forcella e mono Ohlins (da strada e pista), ruote speciali, scarico Arrow con rivestimento in ceramica e un incredibile carrozzeria realizzata in texalium con una verniciatura speciale sviluppata dai tecnici Triumph: ![]() Speed Triple Special - EICMA 2009 (non in listino) BONNEVILLE
HEUER
Triumph
e TAG Heuer (rinomato brand svizzero per la
realizzazione di orologi), presentano l’ultima novità al pubblico di
appassionati motociclisti: la Bonneville versione “Heuer”. La TAG Heuer
Bonneville presenta una livrea esclusiva blu/arancione ispirata alla
Porsche guidata dal mitico Steve McQueen nel film Le Mans, che a sua
volta ha ispirato la grafica del modello Monaco 40° anniversario. Maggiori informazioni nella pagina
dedicata alla Bonneville.
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