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Della
nuova Speed Triple
MY2011 se ne parlava da un pò. Oramai Triumph
ci ha abituato ad un cambio di modello ogni tre anni: i precedenti
modelli sono infatti stati commercializzati negli anni 1994, 1997,
1999, 2002, 2005 e 2008. Era quindi logico aspettarsi un aggiornamento
per il 2011.
Già
da inizio 2010 erano circolate alcune voci sulla nuova versione:
nuovo telaio, nuovo motore, nuove sovrastrutture... praticamente una
nuova moto. Si diceva che i designer stessero lavorando anche sulla
forma dei fanali anteriori, il simbolo stesso della Speed Triple.
SPEED TRIPLE MY2011
PROGETTO ED ANTICIPAZIONI
La Speed Triple MY2011
ha richiesto tre anni di sviluppo ed un team composto da oltre venti
progettisti.
La prima riunione del progetto Speed 2011 (internamente battezzato con
la sigla NV) risale al mese di agosto del 2007 alla quale prese
parte
anche John Bloor il boss dell’azienda inglese. John disse: “La Speed
Triple è probabilmente il nostro modello più importante. Non
rovinatela!”.
La Speed Triple è di gran lunga il modello più venduto di
Triumph nell’era Hinckley: 65.000 unità dal 1994, anno di
commercializzazione della prima versione monofaro. Per la realizzazione
della Speed Triple MY2011 gli ingegneri ed i designer Triumph hanno
avuto carta bianca fin dall’inizio, con un'unica base di partenza
rappresentata dal tricilindrico da 1050cc. L’obiettivo prefissato era
chiaro: realizzare un telaio agile e rigoroso come quello della
sportiva Daytona 675 e delle sorelle Street Triple e Street Triple R, a
cui abbinare il leggendario 1050cc al fine di migliorare le doti
ciclistiche della motocicletta.
Steve Day, uno dei progettisti Triumph che lavorò al primo trecilindri
1050, in un intervista dice: “La
profonda conoscenza di Triumph nello
sviluppo del telaio ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e sotto
molti aspetti la Street Triple era il nostro “punto fermo” in termini
di maneggevolezza ed ergonomia. Il nostro lavoro con le moto ibride
(prototipi basati su parti di modelli esistenti) nelle primissime fasi
del concept iniziale ci consente di apportare modifiche lungo il
percorso, appianare ogni problema e fissare degli obiettivi chiari per
i nostri ingegneri. Il team di sviluppo del telaio ha tantissimo lavoro
durante questa fase, calibriamo la geometria, regoliamo la posizione
del guidatore e spostiamo pesi in piombo da una parte all’altra
dell’ibrido per stabilire il centro di gravità e la distribuzione del
peso ottimali, cosa che si è rilevata di vitale importanza nel
determinare le specifiche richieste."
Dall’Ottobre del 2007 un prototipo ibrido dall’aspetto essenziale,
basato sulla Speed Triple esistente, fu sottoposto a svariati test per
verificare la validità della geometria iniziale e dei calcoli relativi
alla distribuzione del peso. Con questi test iniziali fu definita la
distribuzione ottimale del peso (molto vicino a quello di una
sportiva): 50,7% verso l’anteriore (rispetto al 51,3% verso il
posteriore del modello precedente). Per ottenere questa ripartizione la
specifica del nuovo telaio prevede uno spostamento in avanti del motore
(+ 20mm) ed un interasse più lungo (+ 6 mm arrivando quindi a 1435mm).
Altri evidenti accorgimenti utilizzati per caricare maggiormente
l’anteriore sono il nuovo posizionamento della batteria e la riduzione
del peso dell’impianto di scarico.
Il lavoro di styling cominciò immediatamente: le prime bozze furono
realizzate dal designer californiano Tim Prentice che per Triumph aveva
già disegnato la Thunderbird.
Con la fine di Aprile 2008 i primi modelli a grandezza naturale sono
pronti per l’approvazione interna del progetto. Il concept preparato da
Prentice fu approvato. Rimasero da
definire i fianchetti del radiatore, un nuovo elemento di design per il
modello 2011, e, sorprendentemente, anche sui fari. Questi due furono i
principali punti di discussione. Ci vollero ben 14 mesi per definire
questi ultimi due dettagli: solo nell’agosto del 2009 infatti fu dato
l’ok definitivo con la conferma del doppio faro poligonale e dei
fianchetti copriradiatore più estesi.
Maggio 2008 - Modello in clay con le forme definitive dalla Speed Triple MY2011
Al termine del 2008, i primi prototipi rappresentativi furono costruiti
e inviati in Spagna, al circuito di prova privato di Triumph, per
proseguire il lavoro di sviluppo sul telaio. Il feedback iniziale fu
molto positivo: il collaudatore Felipe Lopez confermò infatti che la
nuova geometria della moto e la distribuzione della massa erano
esattamente come previsto, e che l’agilità alle basse velocità e la
stabilità alle alte velocità erano già meglio di quanto ci si potesse
aspettare. “Tutte le precedenti
Speed Triple erano delle moto
divertenti da guidare e capaci di affrontare ogni sorta di percorso, ma
quando ci fu data la possibilità di sviluppare un telaio completamente
nuovo attorno al motore da 1050, proprio per la nuova Speed Triple,
sapevamo già cosa fare,” ha dichiarato Felipe. “Volevamo più
prestazioni al limite pur mantenendo la versatilità della moto.
Volevamo che rimanesse intuitiva come i modelli precedenti, ma anche
che i nostri clienti potessero contare su un mezzo molto efficace e
preciso per quando salivano strade di montagna o limavano saponette
sull’asfalto di un circuito.”
Ricorda Steve Day: "Quando il primo
prototipo fu costruito nel maggio
del 2009, eravamo tutti molto ansiosi e speravamo che la moto vera e
propria avesse le stesse prestazioni dell’ibrido. La moto fu quindi
mandata in Spagna per la valutazione e quando chiamai per assicurarmi
che fosse arrivata e che fosse tutto in ordine, ricevetti una sorpresa
davvero inattesa. I test non dovevano iniziare prima di un paio di
settimane, ma i collaudatori erano talmente ansiosi di provarla che le
avevano fatto il pieno e l’avevano portata a fare un giro! La loro
reazione a questi primi test fu talmente positiva che un’emozione
palpabile si diffuse a macchia d’olio in tutta la fabbrica. A volte i
collaudatori arrivavano a litigarsi le chiavi della nuova moto!"
Nel
giugno del 2009, il progetto NV venne sottoposto a durissimi test sul
circuito di Calafat, in Spagna, per permettere l’ulteriore sviluppo
delle sospensioni. Persino in fase di prototipo, la nuova moto era
straordinariamente veloce lungo il tortuoso circuito catalano, girando
con tempi vicinissimi alle Supersport e più veloce di ben sette secondi
rispetto al modello precedente. Nel frattempo nel Regno Unito alcune NV
in incognito venivano sottoposte a test di durata su strada e presso
vari centri di collaudo.
L’11 gennaio 2010 fu completato il
primo prototipo di NV costruito dalla linea di produzione a Hinckley.
In totale, la linea di produzione costruì oltre 100 prototipi prima
dell’avvio della produzione su larga scala, iniziata l’11 ottobre 2010.
Mentre le moto venivano sottoposte
a durissime prove presso il centro di collaudo Bruntingthorpe Proving
Ground, un altro collaudatore iniziava un durissimo tour del vecchio
continente, per un totale di circa 4800 chilometri dal Regno Unito alla
Spagna, con una breve sosta in Germania sulla via del ritorno per
girare al Nürburgring, per un paio di giri sul famosissimo circuito
tedesco.
Nel
mese di settembre a poche settimane dalla
presentazione ufficiale nel web inizia a girare una prima immagine di
quella che potrebbe essere la nuova Speed Triple. Immagine che poi si
sarebbe rivelata molto lontana dalla realtà:
Ipotesi
nuova Speed MY2011 pubblicato su moto-station e creato sulla base delle
poche notizie trapelate
Pubblichiamo
qui di seguito alcune delle pagine della presentazione ufficiale della
nuova Speed Triple. Queste slide sono state preparate per il lancio
stampa mondiale e raccolgono alcune informazioni relative alla nuova
motocicletta.
Il
26 settembre 2010 sono state
caricate sul
sito ufficiale della Triumph alcune foto degli accessori dedicati alla
nuova Speed Triple. Sembra che questo materiale sia stato messo nel
sito ufficiale per errore da qualche distratto collaboratore, infatti
quasi subito le foto sono state rimosse. Si possono già intravedere i
tratti salienti della nuova moto:
In
occasione del TriumphLive ad Hinckley, ho avuto la possibilità di
fotografare il cerchio anteriore della nuova Speed MY2011:
PRESENTAZIONE
INTERMOT 2010
La
Speed Triple MY2011 è svelata al
salone di Colonia 2010 (6-10 ottobre),
lo stesso salone in cui fu presentata la mitica T509 Speed Triple nel
1996 (la
Speed 1050 del 2005 fu invece presentata al salone di Monaco del 2004).
05-10-2010 -
Presentazione Speed Triple MY2011 al Salone Intermot di Colonia (foto
FB Triumph Italia)
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| Guarda o scarica il video (22 Mb - 57") |
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05-10-2010 -
Presentazione Speed Triple MY2011 al Salone Intermot di Colonia (foto
Motociclismo)
Sin
dalle prime foto la nuova Speed fa parlare di sé: tra gli
affezionati del marchio inglese c'è chi se ne innamora subito e chi non
accetta
l'abbandono dei due fanali tondi che sono stati il segno distintivo
della naked inglese per oltre un decennio. E' un pò quello che accadde
in occasione
della presentazione della MY1997, la prima Speed con il doppio faro: i
clienti
Triumph, abituati alla linea classica del precedente modello con un
singolo fanale anteriore,
all'inizio rimasero un pò stupiti della nuova linea chiedendo
addirittura un kit di conversione al "vecchio" monofaro! Il MY1997 fu
però anche la motocicletta, assieme alla Daytona T509, fece conoscere
il marchio inglese al grande pubblico! In poco tempo la Speed divenne
il modello della gamma più venduto in Italia.
Probabilmente succederà lo stesso con questa nuova MY2011 :-)
In concomitanza con la presentazione al salone vengono divulgate le
prime foto ufficiali ed il comunicato stampa Triumph:
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Triumph Speed Triple
MY2011 - Comunicato Stampa Triumph
- Completamente
rinnovata per il 2011
- La più
maneggevole della categoria grazie al nuovo telaio
- Più potenza e
coppia erogate dal leggendario tre cilindri 1050cc
- Nuovo styling
per un look essenziale mai così aggressivo
- Più leggera
di 3 kg rispetto al modello precedente
- Immobilizer
con chiave codificata di serie per la massima sicurezza
- ABS come
optional per la prima volta su una Speed Triple
- Gamma
completa di accessori subito disponibile
- Due anni di
garanzia a chilometraggio illimitato
La Speed Triple in versione 2011 è la nuova
incarnazione del modello
Triumph più rappresentativo.
Con il telaio completamente rivisitato, la Speed Triple
1050cc model year
2011 si propone nel segmento delle naked con un design e una
maneggevolezza
senza confronti. Con un look essenziale e aggressivo, questo nuovo
modello
spinto dal leggendario tre cilindri 1050cc promette di proseguire la
gloriosa stirpe
che ha visto oltre 65.000 Speed Triple uscire dai concessionari Triumph
dal
lancio avvenuto nel 1994.
La ciclistica mantiene i tratti distintivi dello styling
Speed Triple, come
il telaio perimetrale in alluminio splendidamente modellato e il
forcellone
monobraccio anch’esso in alluminio, ma la geometria è tutta nuova.
L'avanzamento del motore nel telaio e il riposizionamento della
batteria
davanti all'airbox hanno notevolmente migliorato la distribuzione del
peso,
tanto che la Speed Triple ha stabilito nuovi standard in termini di
maneggevolezza, stabilità e agilità.
Con i suoi 214 kg di
peso a serbatoio pieno, la Speed Triple 2011 ha perso complessivamente
3 kg
rispetto al modello precedente. Le ruote anteriore e posteriore si sono
alleggerite di un chilo ciascuna, mentre il telaio più snello e
compatto
aumenta la luce a terra, rendendo la moto incredibilmente agile e
leggera.
La nuova forcella da 43
mm, totalmente regolabile nel precarico, in estensione e in
compressione su
entrambe gli steli, offre un controllo eccellente e morbido, mentre le
pinze
Brembo con attacco radiale sono abbinate a dischi da 320 mm, più
sottili di 0,5
mm rispetto al modello uscente e contribuiscono a ridurre le masse non
sospese.
E per la prima volta sulla Speed è disponibile l’ABS a richiesta.
Le novità estetiche più
evidenti sono rappresentate dal doppio faro ristilizzato che accentua
il look
aggressivo da streetfighter della Speed Triple senza snaturarne il DNA,
dai pannelli
della carrozzeria completamente rinnovati e dalla sella particolarmente
scavata
che inserisce ancora di più il pilota nel “corpo” moto. Al debutto
assoluto i
fianchetti radiatore in tinta che recano il nuovo logo. Tre i colori
proposti:
Crystal White, Phantom Black e Diablo Red, con puntale, guscio
coprisella
e cupolino in tinta disponibili nella gamma di accessori originali
Triumph.
L'ergonomia è stata migliorata
e la sella è ora più bassa rispetto al modello precedente, con 820 mm
da terra.
La nuova posizione di guida, con il pilota più avanzato, rende la Speed
Triple
più comoda e accessibile e consente di affrontare i percorsi più
impegnativi
con molta più naturalezza.
Il tre cilindri da
1050cc, punto di riferimento per molti, ha subito diversi
aggiornamenti. La
coppia già abbondante è stata incrementata dell'8% e sale a 111 Nm a
7750 giri,
mentre la potenza massima aumenta di 5 CV arrivando a ben 135 CV. Con
il
software ECU Triumph di ultima generazione e il sistema di scarico
aggiornato,
la nuova Speed Triple regala sensazioni magiche, con la sua potenza
ruvida
unita a uno stile squisitamente raffinato.
Le dotazioni di serie sono di prima classe: ampio manubrio in
lega a
sezione variabile, immobilizer con chiave codificata, strumentazione
aggiornata
con tachimetro digitale, indicatore livello carburante, computer di
bordo,
contagiri analogico, cronometro, spie cambio marcia programmabili e
indicatore per
l’intervallo di assistenza.
Ricca e completa la gamma di accessori originali Triumph per
la nuova Speed
Triple, i cui pezzi forti sono i silenziatori "slip on" ad alte
prestazioni e il sistema di scarico "Low boy" tre in uno,
sviluppato in collaborazione con Arrow Special Parts, senza dimenticare
il kit
di sensori pressione pneumatici, per la prima volta disponibile sulla
Speed
Triple.
Si può scegliere anche fra la comoda sella in gel e un’ampia
scelta di
borse morbide create per aumentare ulteriormente la praticità della
Speed
Triple.
La nuova Speed Triple sarà disponibile a partire da
dicembre 2010 presso tutte
le concessionarie Triumph.
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LANCIO STAMPA MONDIALE SPEED TRIPLE 2011
Il
lancio stampa del nuovo modello è organizzato presso l'Ascari
Motorsport Resort, un bellissimo tracciato posizionato a sud della
Spagna nei pressi di Ronda, il 13
ottobre 2010. Il giorno precedente, sulla pagina Facebook di Triumph
UK,
sono pubblicate alcune foto della preparazione dell'evento.
Il
14 ottobre, giorno della presentazione ufficiale, è una bella giornata
e i 66 giornalisti arrivati da tutta Europa hanno modo di provare in
perfette condizioni climatiche. Il giorno stesso, nella pagina FB di
Triumph Italia (e UK), vengono pubblicate alcune foto della giornata:
Lo stuntmen Kevin
Carmichael in azione
Lo stuntmen Kevin
Carmichael in azione
Con la tuta grigia
Paolo Fabiano marketing Triumph Italia e Ronnie di Superbike Italia con
la tuta bianca/rossa/verde
Nel centro Simon
Warburton Triumph Product manager
Dopo
un paio di giorni nei siti web delle principali riviste del settore i
primi commenti vengono pubblicati: tutte le testate sottolineano il
grande passo in avanti fatto dalla Speed Triple in termini di
maneggevolezza ed agilità.
da Motociclismo.it
da motonline.com
da motonline.com
Da motonline.com:
In sella alla Triumph Speed Triple 2011 di Riccardo Capacchione
Quel che si nota
da subito sono gli occhioni un po'… a mandorla, ma la naked dallo
sguardo assassino rivela le vere novità quando la si guida. L'abbiamo
provata a Ronda
La discussione
sull'opportunità di cambiare o meno il gruppo ottico più famoso al
mondo, quello della Speed Triple 1050, si prospetta infinita: da una
parte i tradizionalisti che mai e poi mai avrebbero voluto sostituire i
due piccoli fari tondi che tanta parte hanno svolto nel successo della
Triple, dall'altra chi non vedeva l'ora che arrivasse una ventata di
rinnovamento profondo dai tecnici di Hinckley.
A noi la nuova
Speed piace, e tanto: più nuova, più fresca nelle linee, e soprattutto
più guidabile e gustosa tra le curve. Basta metterla di fianco alla
vecchia 1050 per accorgersi di quanto in fondo fosse "vecchio" il
serbatoio, e di quanto più eleganti e curati nello stile siano il nuovo
forcellone e telaio.
E poi, non c'è da
preoccuparsi troppo, il look è sempre quello della naked più
"fuorilegge" in commercio, e anche il fly-screen, il micro-cupolino che
secondo noi è di rigore (ma è comunque offerto in optional) è rimasto
identico!
Ci piacciono le
presentazioni degli inglesi della Triumph: pochi fronzoli, tanta
sostanza, ovvero molte ore in moto e poco tempo ad ascoltare il
soporifero intervento dell'esperto di marketing che "ammazza" i
giornalisti intervenuti al lancio stampa con file interminabili di
numeri, usati per dimostrare quanto l'azienda sia stata brava ad
affrontare le insidie dei mercati. In fondo siamo motociclisti, e a noi
interessa appoggiare il fondo tuta sulla sella, mica valutare il
grafico di incremento di share business… anche se è molto importante,
ovvio!
E allora pista
sia, quella di Ronda, nel sud della Spagna, così a sud che percorrendo
la splendida strada dalla costa all'interno è possibile vedere le
alture dell'Africa. Come dire, qui il tempo è sempre ok per girare in
pista e su strada in moto.
Allineati nella
pit-lane aspettando il via, scopriamo che il manubrio è molto più
vicino al piano sella e anche un filo più basso: nella conferenza
tecnica (visto che stiamo attenti anche quando non c'è da guidare?) ci
è stato spiegato che il baricentro è stato spostato in avanti e in
alto, secondo gli ultimi dettami della tecnica. In soldoni, la moto è
più corta nella parte anteriore mentre il motore, i cui attacchi sono
stati avanzati, è più inclinato in avanti e il forcellone più lungo;
l'avancorsa è stata aumentata, l'angolo di sterzo ridotto e l'interasse
incrementato. Il risultato teorico è una moto più maneggevole ma
comunque stabile.
Il momento per
verificarlo in pratica è arrivato, lo sbandieratore ha agitato il suo
drappo verde, si va! Si siede più vicini al manubrio, dicevamo, e
questo significa maggior controllo fin dai primi metri. Le pedane
avanzate e più basse compensano le modifiche all'ergonomia della parte
alta, definendo una posizione comoda senza rinunciare al buon appoggio
nella guida sportiva. La sella, riprofilata, è più soffice della
precedente: un po' meno feeling in pista, ma più comfort nella guida di
tutti i giorni. Il motore gira fluido, le vibrazioni sono più contenute
grazie al lavoro di affinamento dell'iniezione e dell'accensione che ha
ridotto le fluttuazioni tra i cicli di lavoro del motore
(cycle-to-cycle variation). La spinta è sempre possente e lineare ed è
possibile "girare le curve" anche con un rapporto più alto rispetto a
quello ideale, dote impagabile nella guida su strada. Una volta portate
in temperatura le Metzeler K3 Interact di serie, scopriamo i benefici
delle scelte ciclistiche. La moto corre veloce alla corda, anticipando
quasi i desideri del pilota, e le correzioni sono possibili anche a
centro curva e ad alta velocità, operazione davvero impegnativa con la
vecchia Speed. E lo diciamo a ragion veduta, visto che l'organizzazione
Triumph ha messo a disposizione una Speed del 2009 che al confronto
della nuova è imprecisa nel mantenere la linea e davvero poco omogenea
nella discesa in piega. In accelerazione la Triple corre precisa, solo
in alcune situazioni il mono un po' cedevole nell'uso estremo porta ad
allargare la traiettoria, ma per percepire questo comportamento il
ritmo deve essere davvero elevato. Finalmente possiamo dire che la
frenata è adeguata alle prestazioni generali, i due dischi anteriori
non soffrono nemmeno l'uso intenso in circuito. Il cambio, invece, pur
non evidenziando difetti veri e propri, è un po' duro nell'azionamento:
su questo componente i motoristi inglesi hanno margini di
miglioramento. La frizione è robusta, precisa nell'innesto e davvero
resistente anche ai carichi di lavoro più pesanti: anche dopo burn-out
"criminali" non ha evidenziato la tendenza a "gonfiare" o perdite di
funzionalità.
Nel complesso il
passo in avanti è netto, la nuova Speed Triple è una naked moderna che
riesce ad unire la piacevolezza di uso alle innate doti di fun-bike. Un
passo che era ormai necessario fare visto che la concorrenza non è
certo stata a dormire. Anche per questo la Speed, in arrivo in Italia a
fine anno al prezzo di 11.495 euro c.i.m., sarà disponibile anche e per
la prima volta, con sistema ABS (12.095 euro). Un'ultima cosa: la nuova
Speed non impenna! Anzi, per meglio dire, non impenna quando le pare,
come talvolta accadeva con la vecchia, ma solo quando lo vorrete voi…
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Triumph Speed Triple 1050 2011 - Very very
Speed - tratto da Moto.it
È già successo ad
altri costruttori di dover mettere mano a quella che
viene considerata la moto immagine del marchio, anche Triumph lo ha
fatto…e lo ha fatto un’altra volta con stile. Disponibile anche con
ABS, costa meno del vecchio modello.
Capita a tutti di
invecchiare , e invecchiano anche le cose che ci
circondano. A questa dura legge non si sottraggono le due ruote: amate
e coccolate quanto volete, anche loro o prima o poi devono tornare sui
tavoli e nei computer dei progettisti. I sudori freddi sono una
costante nello sviluppo di un nuovo modello
che andrà a sostituire un’icona, la moto che più di tutte è un marchio
di fabbrica. Oggi è successo a Triumph, ma in passato è già capitato ad
altri.
Cambiare ma non stravolgere
La Speed è sempre
piaciuta, e piace tutt’ora, ma la concorrenza non è
rimasta a guardare, per cui a Hinckley hanno ripensato la “loro moto”
mantenendo i concetti base, che come ci spiega Paolo Fabiano (Triumph
Italia) sono quattro: ”Il telaio doppio trave in alluminio, elemento
caratterizzante la ciclistica insieme al forcellone monobraccio,
scarichi alti e il doppio faro sono imprescindibili dalla Speed.
Proprio quest’ultimo particolare è stato il più ostico da affrontare e
quello che ha creato maggiori divisioni tra i cultori della Speed”.
Carta bianca
Si è ripartiti da
zero con questo M.Y. 2011, un foglio bianco con
un'unica base di partenza rappresentata dal tricilindico da 1050 di
cilindrata. Questo è stato solo affinato nell’elettronica, grazie alla
quale ha guadagnato 5 CV (diventano 135 a 9.400 giri) con una coppia
che sale a 111Nm a 7.750 giri, e nella trasmissione, per migliorarne le
doti di precisione e rapidità, mentre il particolare posizionamento
della batteria (davanti al serbatoio) ha reso necessaria una modifica
all’air box e quindi all’aspirazione.
La posizione atipica della batteria è
finalizzata al miglioramento
della distribuzione dei pesi, che è stato uno degli obbiettivi
principali del progetto. Dalla leggera prevalenza di peso sul
retrotreno della versione precedente si è passati ad un maggior carico
sull’avantreno del modello odierno (50,9% rispetto a 48,6%).
Completamente riprogettato il telaio doppio
trave in alluminio, che
adesso ha il girovita più snello, e relativo forcellone monobraccio
(più lungo di 18,5 mm e soprattutto più leggero di 1 kg) mentre il
reparto sospensioni è affidato ad una accoppiata forcella da 43 mm –
monoammortizzatore, entrambi Showa, e totalmente regolabili.
Frenata mista
Brembo fornisce
pinze e pompa entrambi radiali, mentre Nissin fornisce
la pinza posteriore a doppio pistoncino. I dischi da 320 mm hanno fatto
una leggera cura dimagrante perdendo 0,5 mm di spessore, mentre il
particolare di rilievo è legato al fatto che con un sovrapprezzo
di 600 € si può dotare la Speed di ABS.
Di un netto calo
di peso hanno anche beneficiato i cerchi ruota, che
pur aumentando di dimensione, almeno al posteriore che non è più da 5,5
pollici, bensì da 6 (il pneumatico da 180 è stato sostituito da un
190/55-ZR17), hanno perso quasi 3 kg in due. Grazie a queste modifiche
la Speed fa segnare un 214 sulla bilancia in ordine di marcia.
A dieta anche il listino
La cura dimagrante
ha riguardato stranamente, e piacevolmente, il
prezzo di acquisto: 11.495 € in strada contro i precedenti
11.700…niente male!
On Track
Uno schieramento
di Speed Triple ci attende lungo la corsia dei box
dell’Ascari Circuit di Ronda. Allineate e disponibili nelle tre
colorazioni a listino, Phantom Black, Diablo Red e Crystal White,
aspettano solo di essere messe alla prova. Alcune montano il piccolo
cupolino (optional) che a parer mio rende più bello il tre quarti
anteriore e armonizza il doppio faro con l’avantreno della moto. E’
presente anche una Speed con il cupolino dotato di plexiglass “da
viaggio”, e non è niente male pure quello.
Il lungo listino
degli optional qui è rappresentato anche da alcuni
terminali Arrow, che per l’occasione pistaiola hanno perso per strada i
db killer. E nell’angolo c’è anche una versione con puntale e scarico
basso (non omologato sigh!) che fa molto sangue!
Uno sguardo
approfondito mette in luce un livello di finitura di ottimo
livello, niente appare fuoriposto, e ogni singolo particolare è
inserito in maniera precisa nel puzzle complessivo di questa Triumph.
Una sella smontata permette di evidenziare un particolare più unico che
raro, almeno per la produzione attuale, un vano sottosella di
dimensioni accettabili (si riesce a riporre un’antipioggia).
In sella alla
nuova Speed ci si sta davvero bene, la sella ha
guadagnato spazio in senso longitudinale, particolare che farà felici i
più lunghi di gamba, mentre leve e comandi regolabili permettono di
trovare l’assetto ottimale. La nuova strumentazione analogica-digitale
ha guadagnato il cronometro, e mentre l’ago del contagiri va su e giù,
il tre cilindri gorgheggia rauco.
In men che non si
dica eccoci a percorrere le salite e le discese che
caratterizzano questo splendido circuito spagnolo. Proprio per le
caratteristiche del tracciato, l’assetto standard è stato leggermente
modificato (si è messo mano al registro della compressione sia davanti
che dietro) anche perché ci sono tre o quattro curve “paraboliche” dove
la moto viene letteralmente schiacciata a terra.
Svelta
Rapida e svelta
nei cambi di direzione, non proprio come la Street ma
poco ci manca, la Speed è davvero efficace e soprattutto diverte senza
richiedere un impegno fisico gravoso. Il motore spinge al meglio tra i
4.500 e i 7.000 giri, è davvero un
portento; anche se la spinta molto lineare non rende l’idea di quanto
effettivamente sia prestante, il tre cilindri è davvero unico.
Tirargli il collo fino all’intervento del
limitatore, poco oltre i
10.000 giri, è del tutto inutile, anche se la lancetta ci arriva senza
incertezze, mentre il cambio, seppur affinato, fatica a tenere il ritmo
indiavolato di una pista tortuosa come questa. Non che sia impreciso o
particolarmente lento, ma ogni cambiata deve essere “accompagnata” fino
in fondo.
Che avantreno!
I cambi di
direzione sugli scollinamenti dell’Ascari Circuit sono tutto
tranne che un problema per l’avantreno della Speed, che non si
alleggerisce mai e permette di concentrarsi esclusivamente sulla guida.
Le compressioni che si raggiungono in alcune curve
paraboliche, evidenziano un leggero sottosterzo in uscita, ma niente di
preoccupante. Inoltre basta caricare maggiormente con il busto
l’anteriore per annullare quasi del tutto il fenomeno.
La forcella è davvero ben fatta e la
taratura non particolarmente
sostenuta permette di copiare le asperità (poche!) della pista senza
impaccio. Nessuna variazione di assetto e men che meno alcun
serpeggiamento sia in accelerazione che in frenata. Due
dita bastano e avanzano per frenare, le Brembo anteriori fanno il
loro dovere alla grande, non accusano mai la fatica e soprattutto hanno
una modulabilità sconosciuta alla precedente Speed, con una corsa della
leva dimezzata.
Around Ronda
La seconda parte
del test prevede un giro sulle montagne attorno a
Ronda, naturalmente in sella alle Speed 2011, ma con una gradita
sorpresa, c’è una intrusa nel gruppo, la Speed Triple 1050 2008.
Il confronto è stato piuttosto impietoso. La
“vecchia”, se di vecchio
si può parlare visto che l’ultimo aggiornamento lo ha ricevuto solo due
anni fa, si dimostra sempre una gran bella moto da guidare, con un
motore pastoso e dalla personalità invadente, ma rispetto alla “2011”
si deve faticare il doppio. Si fatica il doppio per farle cambiare
direzione, una esse veloce la si deve anticipare con la mente e con il
corpo. La nuova Speed, invece la si butta a destra e sinistra senza
troppi preamboli, sicuri che l’avantreno solcherà l’asfalto, mentre la
forcella copierà in maniera precisa l’asfalto (anche quello più
sconnesso) particolare che vien un po’ meno sulla precedente versione,
con una scorrevolezza decisamente migliorata.
Anche il reparto freni ha fatto un deciso
balzo in avanti, basta un
dito per poter frenare in maniera decisa su strada. La risposta della
leva ha perso la sensazione di spugnosità e soprattutto gli
allungamenti della corsa nell’uso intenso, mentre la potenza è
incrementata notevolmente.
In sella alla nuova Speed ci si sta davvero bene, la
sella ha
guadagnato spazio in senso longitudinale, particolare che farà felici i
più lunghi di gamba, mentre leve e comandi regolabili permettono di
trovare l’assetto ottimale
Anche il freno posteriore appare più tonico
e soprattutto più modulabile rispetto a prima.
Altra differenza che balza all’occhio, ed
alle terga, è l’assetto di
guida. La scheda tecnica racconta di tanti cambiamenti, centimetri qui,
millimetri là, ma è la prova pratica che porta ad un verdetto che vede
prevalere la new entry.
Posizione più raccolta, che rende
maggiormente la sensazione di
controllo, sella più ampia e confortevole (anche se non si
contraddistingue per la quantità di imbottitura) e sensazione di
“leggerezza” anche stando in sella a moto spenta. Ecco cosa vuol dire
avere lo stesso peso ma sistemato in modo diverso.
Stesso cuore
Il motore è la
parte che accomuna entrambe, vecchia e nuova, la stirpe
è la stessa così come i suoni e le vibrazioni, ma qualche cosa è
cambiato.
La linearità di erogazione contraddistingue il nuovo
arrivato, i
cavalli e la coppia in più si sentono relativamente, ma è la loro
erogazione che appare più fluida e lineare, mentre i transitori (i
chiudi-apri della manopola del gas) hanno perso quella leggera
ruvidità che caratterizzava la precedente versione del tre cilindri.
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Eccovi alcune foto
ufficiali in alta risoluzione:
IN PRODUZIONE
Dopo
i primi 100 esemplari di preserie, la Speed Triple MY2011 entra in
produzione l'11 ottobre 2010 nella versione standard, mentre la
versione con ABS (è la prima Speed Triple ad adottare l'ABS) arriva alle concessionarie nel mese di dicembre.
2011 Speed Triple
MY2011 (Flyer in inglese)
La Speed Triple MY2011 ha dunque poco in comune con il precedente
modello: anche il propulsore, il fantastico trecilindri 1050cc del
MY2010, è stato migliorato dagli ingeneri inglesi. Triumph ha creato
una sapiente fusione tra telaio e motore che, riprendendo il concetto
vincente della Street Triple R, unito alle doti equilibrate di potenza
e coppia del tre cilindri 1050cc, hanno consentito di creare il mix
perfetto di agilità e carattere. La nuova Speed Triple è fulminea e
precisa su strada, ma ha anche un comportamento eccezionale in pista.
Nonostante siano stati adottati nuovi componenti come l’ABS il peso
complessivo in ordine di marcia con pieno di carburante è pari a 214kg,
con un risparmio di 3kg rispetto alla versione precedente.
Questa rinnovata attitudine ai cordoli e alle chicane le consentirà di
ben figurare come protagonista nel ParkinGO European Series 2011, il
monomarca che si svolgerà la prossima stagione su sette dei principali
circuiti SBK in Europa. Il campionato, organizzato dal Team BE1 Racing,
vedrà la partecipazione piloti provenienti da diverse categorie che si
sfideranno ad armi pari con motociclette appositamente equipaggiate per
competere in pista, vedi lo scarico “low boy” Arrow o i pneumatici
Pirelli di serie.
La nuova Speed Triple offre per la prima volta la chiave munita di
immobiliser di serie e una strumentazione ancora più ricca e completa.
Oltre al tradizionale contagiri analogico abbinato al tachimetro
digitale, la strumentazione mostra al pilota il livello del carburante,
un trip computer completo e un indicatore di intervalli di servizio.
Per chi si vorrà cimentare in pista, è possibile sfruttare l’opzione
del cronometro attivabile con il pulsante dell’avviamento e delle luci
che indicano il regime ideale di cambiata.
Un’altra interessante novità per la nuova Speed è la predisposizione al
Tyre Pressure Monitoring System (TPMS), ovvero il sensore che consente
di rilevare la pressione dei pneumatici e di evidenziarne una eventuale
anomalia direttamente sul cruscotto.
I nuovi pannelli della carrozzeria e la sella fortemente modellata
accentuano il carattere aggressivo da vera Streetfighter della Speed
Triple. I fianchetti del radiatore in tinta sono una vera novità, così
come le esclusive decalcomanie. Sono disponibili tre opzioni di
verniciatura: Crystal White, Phantom Black e Diablo Red. Molti gli
accessori proposti, tra cui cupolino, coprisella e puntale in tinta.
MOTORE
Il leggendario motore tre cilindri è l’unico elemento che
apparentemente lega la precedente Speed con la nuova, ma in effetti ha
subito numerosi interventi che ne hanno ulteriormente incrementato le
prestazioni. Il motore è stato affinato in ogni sua parte e alcuni
accorgimenti tecnici hanno consentito per esempio di migliorare la
tenuta dei cilindri per evitare perdite di pressione, mentre il
selettore del cambio è stato modificato per consentire passaggi di
marcia più veloci e precisi. I silenziatori più leggeri e performanti
abbinati a una nuova mappatura del software dell’ECU hanno consentito
di incrementare la coppia dell’8% portando il valore a 111Nm a 7750giri
e la potenza di 5CV per raggiungere il valore massimo di 135CV. Ma in
sostanza, quello che conta non è né l’aumento di coppia né quello di
potenza, piuttosto è la garanzia che il tre cilindri di Hinckley, con
il suo carattere ruvido e costante, continui a regalare chilometro dopo
chilometro sensazioni uniche, impareggiabili.
I doppi silenziatori sottosella rimangono anche sul modello 2011.
Lo scarico più aperto regala ancor più potenza e coppia, mentre l’idea
di adottare materiali più sottili per i componenti interni, un concetto
preso a prestito dal progetto della Daytona 675, permette di
risparmiare 1,5 kg. La finitura non è più lucidata bensì satinata per
accompagnare il nuovo look della moto, più contemporaneo e aggressivo.
Sono poi disponibili come accessorio gli scarichi per l’uso in pista
sviluppati in collaborazione con Arrow Special Parts. Sia i terminali
slip-on che l’intero sistema “Low Boy” garantiscono una realizzazione
di alta qualità e offrono riduzioni del peso e miglioramenti nelle
prestazioni, oltre a diffondere a tutto volume il melodioso canto del
tre cilindri.
TELAIO
Il telaio della Speed Triple 2011 è stato concepito per essere più
sportivo e intuitivo per il pilota. L’obiettivo è stato raggiunto
realizzando un telaio in alluminio a doppio trave estremamente
rastremato sotto la sella, che abbraccia il tre cilindri posto 20 mm
più avanti e ruotato sempre in avanti di 7° così da caricare
maggiormente l’avantreno. Rimangono alcuni dettagli di stile
tradizionale, come il doppio trave che sovrasta il motore, ma la
geometria è del tutto rinnovata. La batteria, precedentemente
posizionata sotto la sella è stata spostata sopra l’airbox, ovvero tra
serbatoio e cannotto di sterzo, con il preciso intento di spostare
ulteriormente i pesi in avanti. Il telaio più sottile e il sistema con
cui ogni componente è stato disposto, consentono una migliore distanza
da terra per una maneggevolezza senza eguali.
La sella abbassata a 825mm, unitamente alla redistribuzione del peso,
ha consentito di rendere la Speed Triple più agile e intuitiva. Ora la
sella consente al pilota di muoversi con maggior facilità e anche il
passeggero può contare su un’abitabilità migliorata.
Il forcellone monobraccio è l’ingrediente speciale della tradizionale
ricetta Speed Triple e non poteva mancare sul modello 2011. È tutto
nuovo e più lungo di 18,5 mm per incrementare la stabilità della
motocicletta, ma è anche più leggero di 1 kg rispetto alla versione
precedente. Il design raffinato permette alla catena di scorrere al suo
interno.
SOSPENSIONI
Come per le migliori sportive, il reparto sospensioni, realizzato da
Showa, è affidato a una forcella a steli rovesciati da 43mm e da un
monoammortizzatore completamente regolabili in precarico, compressione
ed estensione. La forcella Showa a steli rovesciati da 43 mm offre un
controllo e una fluidità eccellenti, con regolazioni del precarico e
idraulica interamente regolabile su entrambi gli steli in estensione
come in compressione.
FRENI e RUOTE
L’impianto frenante anteriore è affidato a una coppia di pinze radiali
Brembo a 4 pistoncini e 4 pastiglie che mordono freni da 320mm di
diametro assottigliati di 0.5mm per una riduzione delle masse non
sospese e dell’inerzia dello sterzo. I dischi anteriori sono comandati
da una pompa radiale Brembo che garantisce una frenata potente e molto
modulabile allo stesso tempo. La pinza Nissin del freno posteriore è
stata posta nella parte inferiore del disco. L’ABS, per la prima volta
su una Speed Triple, è previsto come optional.
I cerchi anteriore e posteriore sono entrambi più leggeri di oltre 1 kg
rispetto al modello precedente, per un’agilità superiore. Infine le
gomme, che ben si devono accordare con il telaio: la scelta è caduta
sulle Metzeler K3 Interact, nelle misure di 120/70 ZR 17 all’anteriore
e 190/55 ZR 17 al posteriore.
2011 Speed Triple
MY2011 (Catalogo in Italiano)
Nel
2011 Triumph festeggia il memorabile traguardo delle 500.000
motociclette: quale modello poteva essere più rappresentativo della
Speed Triple?
La Speed con telaio 500.000 è stata realizzata in un’esclusiva tonalità
in stile “Spider Man” con i grandi occhi che vengono avvolti dalla
carrozzeria bianca-rossa-blu. Ross
Noble, famoso comico inglese, ha girato in lungo e in largo
l’Inghilterra per promuovere un'iniziativa di beneficenza fino al 30
maggio, quando terminerà il suo viaggio a Newcastle dove la Speed #500.000 è stata battuta all'asta. I proventi verranno dati a "Riders
for Health" l’ente di beneficenza inglese che promuove l’assistenza
medica nelle più depresse zone rurali africane.
2011 Speed Triple
#500.000
Come si è concluso il 2011 per la
nuova Speed Triple? Bene! Dopo qualche critica inziale sulla nuova
linea da parte dei più nostalgici, i numeri di vendite a livello
mondiale hanno promosso la Speed MY2011. Nonostante un calo generale
del numero di motociclette vendute, specialmente nel settore naked e
sportive, la Speed Triple MY2011 è riuscita a guadagnare quote di
mercato:
2012
La
Speed Triple MY2012, un’icona nel mercato delle naked, per il 2012 si sdoppia proponendosi
anche nella inedita versione "R" arricchita di componentistica di altissimo
livello. Da segnalare, per entrambe le versioni della mitica trecilindri, il cambio aggiornato per
renderlo più fluido e preciso.
Triumph Speed Triple MY2012
SPEED TRIPLE R
La Speed Triple R è annunciata dalla
casa inglese con un comunicato stampa il 24 ottobre 2011 nel quale,
oltre alle caratteristiche tecniche, sono divulgate le prime fotografie. La nuova Speed Triple R monta pregiate sospensioni Öhlins appositamente sviluppate
per la 1050 di Hinckley e gli pneumatici Pirelli Supercorsa SP.
Rombante, Reattiva, Ribelle. Una lettera, la R, per rendere esclusivo
un capolavoro di ingegneria e design. E stupire tutti.
Il progetto della Speed Triple R è confermato nel luglio del 2007 in
contemporanea alla definizione della Speed Triple MY2011. La Speed
Triple R nasce quindi, sulla carta, prima della Daytona 675R che però è
arrivata prima dai concessionari. L'obbiettivo dei tecnici di Hinckley
è quello di creare la miglior Speed Triple di sempre utilizzando il
meglio della componentistica racing presente sul mercato: sospensioni
Ohlins e pinze radiali monoblocco Brembo.
Il progetto inizia nel giugno del 2009 e, grazie alla collaborazione
con i tecnici svedesi, vengono messe appunto le nuove unità per la
Speed Triple. Al fine di migliorare la manegevolezza della motocicletta
sono inoltre utilizzate ruote forgiate PVM e lavorate in modo da
ridurne il peso (-0,7kg all'anteriore e -1,0 kg al posteriore). I
tecnici inglesi trovano il tempo anche per lavorare sul cambio
apportando molte modifiche (profili dei rapporti, tolleranze, processo
produttivo,..) al fine di migliorarne l'utilizzo ed il feeling.

2011 - Triumph Speed Triple R MY2012 (prime foto ufficiali)
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SPEED TRIPLE R - (Comunicato stampa del 24 ottobre 2011)
Dopo
il grande successo ottenuto dalla versione R della Daytona 675, Triumph
propone la nuova, eccitante Speed Triple R. Per sviluppare la Speed
Triple R i tecnici inglesi si sono avvalsi della collaborazione dei
“maghi” svedesi di Öhlins, che hanno appositamente sviluppato per la
1050 un pacchetto sospensioni estremamente raffinato: forcella NIX30
con steli da 43mm e mono TTX36 completamente regolabili.
Per
ridurre le masse non sospese gli ingegneri hanno optato per una
splendida coppia di cerchi in alluminio forgiato a 5 razze realizzati
dalla PVM, che consentono un risparmio totale di 1.7kg migliorando la
maneggevolezza e la precisione di guida.
La
frenata è affidata a una potente coppia di pinze radiali monoblocco
Brembo a quattro pistoncini, che abbinate alle ruote più leggere
consentono di migliorare le performance di frenata del 5% rispetto alla
Speed Triple standard. Infine, ABS opzionale con comando per escluderlo
nell’uso della R in pista.
Sono
numerosi i dettagli offerti su questa nuova versione che la
differenziano da quella standard: se i colori rimangono gli stessi,
ovvero Phantom Black e Crystal White, cambiano le decal sul serbatoio e
sui fianchetti copriradiatore, il manubrio (ora anodizzato nero) e il
telaietto posteriore verniciato in rosso. I fianchetti del parafango,
come i pannelli sui fianchi del radiatore e sul serbatoio sono
realizzati in carbonio e poi quel “giallo Svezia”….
Anche la strumentazione, completa e di chiara lettura, è all’altezza
delle aspettative: oltre al contagiri analogico e al tachimetro
digitale, il trip computer tiene sotto controllo le distanze percorse,
mentre il cronometro e l’indicatore di cambiata programmabile regalano
ulteriori emozioni per la guida in pista. L’indicatore di livello
carburante e la chiave con immobilizer chiudono il cerchio.
Come per tutte le Triumph, il catalogo accessori è ricco e completo e
consente di trasformare la Speed R sia nell’estetica che nelle
prestazioni. Se già la Speed Triple regala delle emozioni
indescrivibili e coinvolgenti, la versione R non ha eguali.
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2011 - Triumph Speed Triple R MY2012 (prime foto ufficiali)
2011 - Triumph Speed Triple R MY2012 (prime foto ufficiali in movimento)
La Speed Triple R fa la sua prima apparizione al pubblico in occasione
del Salone EICMA in occasione della Press Conference Triumph del 8
novembre allo stand H26, pad.14, ore 12.30 accompagnata da un
video promozionale.
2011 - Triumph Speed Triple R esposta all'EICMA di Milano (foto tratte da motociclismo.it)
In contemporanea al Salone Eicma,
l'azienda inglese rilascia la cartella stampa della gamma 2012
all'interno della quale sono presenti nuove immagini ad alta
risoluzione della Speed Triple R MY2012 oltre alle specifiche tecniche:
Triumph Speed Triple R MY2012
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| Cartella Stampa Speed Triple R |
Specifiche Tecniche Speed Triple R |
LANCIO STAMPA SPEED TRIPLE R - JEREZ 24/01/2012
Il
lancio stampa mondiale della nuova Speed Triple R è organizzato dalla
casa inglese nel circuito di Jerez il 24/01/2012. Qui di seguito potete
trovare parte delle slide di presentazione tratte dalla cartella stampa
Triumph e alcune foto dell'evento.
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Le immagini qui di seguito riportate sono tratte dalla nuova rivista Triumph Spirit: |
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Riporto
qui di seguito l'articolo pubblicato il primo febbraio 211 sulla nuova
rivista on-line Red (www.red-live.it) firmato da Edoardo Margiotta:
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Prova Triumph Speed Triple R
Costa 14.495 euro
chiavi in mano la Speed "definitiva", ideale per divertirsi su strada
ma pronta a scendere in pista senza modifiche. Per chi vuole di più c'è
la versione di lancio, ancora più ricca di accessori. Da fine febbraio
in tutte le concessionarie Triumph
Sgombriamo subito il campo da ogni possibile
equivoco: la Speed Triple R va forte tra i cordoli ma non è nata per la
pista. È vero, l’abbiamo provata a Jerez, su uno dei circuiti più
impegnativi e veloci del Mondiale MotoGP, ma questa tre cilindri è
stata ideata e progettata soprattutto per offrire una sontuosa
esperienza di guida stradale. Senza timori reverenziali rispetto a
nessuna delle concorrenti più quotate, europee o giapponesi che siano.
E così, se la Speed standard può forse pagare pegno quanto a
componentistica rispetto a modelli come la MV Agusta Brutale e
l’Aprilia Tuono, la R se la gioca sullo stesso piano. Questa prima
presa di contatto, in realtà un sontuoso assaggio, è servita per
comprendere bene, molto bene, a chi è dedicata e cosa può offrire
questa brillante tre cilindri.
LIVE
Triumph Speed Triple R: il progetto vede la luce parecchio tempo fa,
nel 2007, insieme a quello del modello base. La R, quindi, non è stata
affatto frutto di improvvisazione, né è stata collocata in listino per
vendere qualche esemplare di tricilindrica in più. Al contrario, lo
sviluppo e la definizione dei contenuti tecnici è andata di pari passo
con la Speed. Del 2009 è l’effettivo inizio del lavoro, che aveva
l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’immagine della marca e nello
specifico di questo modello. Componentistica e dinamica di guida: su
questi fronti si è concentrata l’attenzione del team di Triumph.
E a testimoniare quanto i due ambiti siano
strettamente interconnessi basti evidenziare il montaggio sulla R di
cerchi forgiati e lavorati alle macchine utensili: componenti, cioè,
che non sono soltanto molto più belli degli originali, bensì
soprattutto più leggeri, a beneficio della rapidità nei cambi di
direzione. Sostanza, dunque, a partire dai cerchi. Sostanza anche per
quanto riguarda le unità ammortizzanti, entrambe di provenienza Ohlins:
anche qui non si tratta di un semplice trapianto, ma di un adattamento
che ha richiesto molti test e il lavoro congiunto dei tecnici inglesi e
svedesi. L’accoppiata scelta per la R è tra la forcella con cartuccia
Nix30 e pompanti di larga sezione (30 mm), e il monoammortizzatore
TTX36 da 136 mm di escursione.
Torniamo ai cerchi: in lega di alluminio,
forgiati e lavorati, vantano uno spessore molto ridotto: in sezione,
quello posteriore fa segnare soltanto 2,5 mm invece dei 4 del
tradizionale cerchio realizzato per fusione. Secondo Triumph hanno
permesso un risparmio di peso di complessivi 1,7 kg (0,7 anteriore, 1
kg posteriore), con la riduzione delle forze d’inerzia rispettivamente
del 16% e del 25% sui due assi. Intervento strettamente funzionale
riguarda la progettazione del cambio, con l’obiettivo di migliorarne
l’efficacia soprattutto nell’impiego sportivo: sono gli ingranaggi a
essere stati ridisegnati, uno per uno.
La coppia di pinze monoblocco Brembo
azionate da una pompa radiale completa il quadro d’eccellenza che
caratterizza la R e la distingue dalla versione con allestimento base.
L’attenzione all’estetica emerge, infine, dal montaggio di serie di
numerose parti in fibra di carbonio, che Triumph acquista dal medesimo
fornitore di Lamborghini e Audi: sezione laterale del parafango
anteriore, coperchio del serbatoio e paratie del radiatore sono
realizzati con grande cura, ben verniciati e ottimamente rifiniti.
In sintesi, cosa distingue la R? Forcella e
mono Ohlins, innanzitutto; i cerchi forgiati, le pinze monoblocco
Brembo, il nuovo cambio, il manubrio nero con grafica dedicata, il
riser in un solo pezzo, la componentistica in fibra di carbonio. A
prima vista si notano anche il telaietto reggisella rosso e il filetto
di decorazione dei cerchi, nello stesso colore. La grafica delle decal,
ovviamente, è specifica, come del resto un altro plus molto
interessante: gli pneumatici Pirelli Supercorsa SP di primo
equipaggiamento, una scelta che non lascia dubbi sulla vocazione della
R e, come vedremo, la esalta nella guida.
Conviene, dunque, spendere alcune migliaia
di euro in più per acquistare la R? Facciamo un rapido conto: il prezzo
della versione senza ABS è di 14.495 euro chiavi in mano; con 600 euro
in più si porta a casa la versione con antibloccaggio dei freni,
disinseribile. La Speed Triple costa 11.687, quindi bisogna sborsare
circa 2.800 euro in più. Per avere cosa? Anche in questo caso basta un
semplice calcolo, relativo al prezzo delle componenti che differenziano
la R: i cerchi hanno un prezzo di mercato di circa 1.800 euro, le pinze
di 840, la forcella 2.400, il mono 1.200; gli accessori originali
Triumph in fibra di carbonio valgono 600 euro, per un totale di 6.840
euro.
L’importo di 4.000 euro è il cosiddetto
“vantaggio cliente”, cioè il risparmio che si ottiene acquistando la
moto completa invece che effettuando l’aggiornamento del modello base,
che peraltro non potrebbe estendersi a componenti fondamentali come il
cambio, rinnovato in profondità proprio per la R. Segnaliamo che gli
aggiornamenti al cambio saranno estesi a tutti i motori 1050 cc: Speed
Triple, Tiger SE e Sprint GT.
Non finisce qui: le moto che abbiamo provato
a Jerez erano allestite con altri accessori originali, che fanno parte
di una versione “lancio” disponibile nel primo periodo di
commercializzazione, cioè dalla fine di febbraio: cupolino (237 euro,
puntale (253), sella in gel (218), gruppo ottico posteriore chiaro
(73), sensore di pressione pneumatici (174). Il prezzo di questa
versione è di 15.806 euro, 801 in più della Speed R con ABS, ma a
fronte di ulteriori accessori montati per un controvalore di più di
1.000 euro.
RIDE
Il rumore di scarico è inconfondibile: tre
cilindri che non si dimenticano, soprattutto quanto i terminali di
serie sono sostituiti da due magnifici Arrow, omologati eppure
esaltanti. Jerez è una pista veloce, impegnativa, che richiede
attenzione e colpo d’occhio per individuare le traiettorie migliori.
L’umidità del mattino imperla i cordoli di minuscole gocce di rugiada:
tanto basta per spostare di un’ora circa il primo turno. C’è tempo per
dedicarsi alla R, e apprezzarne i tanti dettagli che la rendono così
diversa dalla versione che già conosciamo, senza però snaturarla né
renderla caricaturale, eccessiva.
Le termocoperte hanno portato in temperatura
le coperture Pirelli Supercorsa SP, stradali che non disdegnano affatto
la pista: conviene tenere da subito un ritmo brillante, per evitare che
si raffreddino e diminuiscano il loro (ottimo) rendimento. I primi giri
servono per prendere confidenza con la posizione in sella, che non si
discosta da quella della Speed: braccia larghe, seduta piuttosto
comoda, pedane forse un po’ basse, ma di questo ci si rende conto
soltanto quando si comincia a piegare forte.
La taratura delle sospensioni, individuata
dal collaudatore spagnolo che ci ha fatto da apripista nella prima
sessione, è indicata per la pista ma punta a evitare reazioni nervose
della ciclistica: in staccata, quindi, servirebbe più freno in
compressione sulla forcella. Non è il caso, però, di mettere mano alle
tante regolazioni disponibili, perché la scorrevolezza dell’unità
Ohlins è tale da rendere tutto, anche il trasferimento di carico, ben
gestibile e gratificante per il pilota.
La R, infatti, appare neutra in inserimento,
equilibrata e precisa, grazie anche al contributo degli pneumatici
Pirelli: nati per la guida molto sportiva su strada, in pista
permettono di mantenere ritmi elevati, cedendo soltanto sul finire del
turno da 20 minuti, quando si avverte un leggero scivolamento
soprattutto al retrotreno. I freni sono come da tradizione Brembo
particolarmente pronti nella prima fase d’intervento: la pinzata,
quindi, trova riscontro in un’immediata decelerazione, anche se poi la
progressione non appare del tutto lineare.
In uscita di curva l’ottimo lavoro del
monoammortizzatore, scorrevole e allo stesso tempo ben frenato
d’idraulica, si concretizza in una trazione sempre efficace, che
permette di sfruttare al massimo la coppia del motore. Il tre cilindri,
identico a quello della versione base, va gustato soprattutto ai medi
regimi, senza insistere fino all’intervento del limitatore, posto a
10500 giri/min. La scelta migliore è far oscillare l’ago del contagiri
tra 7000 e 9000 giri, magari inserendo una marcia in più rispetto a
quello che si farebbe in sella a una quadricilindrica jap.
Così facendo, la R diventa anche più stabile
di ciclistica, oltre che meno frenata in percorrenza di curva. Il
cambio, infine: i passi avanti rispetto alla versione base sono
tangibili, persino in un contesto critico come la guida tra i cordoli.
Si assiste a qualche lieve incertezza quando il pilota pretende una
rapidità di cambiata da supersportiva, ovviamente senza usare la
frizione ma limitandosi a chiudere per un istante il gas.
In definitiva, e nonostante la prova sia
andata in scena soltanto tra i cordoli, la R è un’ottima nuda stradale:
rispetto alla base non soffre più di alcun timore reverenziale rispetto
alle naked soprattutto europee più veloci e dotate. Inoltre non
disdegna la pista, dove si muove con insospettabile efficacia pur non
facendo gridare al miracolo. L’equilibrio e il carattere della Speed,
dunque, sono stati preservati anche per questa versione R, che
presumibilmente diventerà l’oggetto del desiderio degli appassionati
Triumph che aspettavano una Speed “definitiva”, “the ultimate Speed”
come l’hanno chiamata in Triumph: una moto, cioè, capace di divertire
su strada, tallonando le migliore concorrenti, e di scendere
occasionalmente in pista senza dover effettuare alcuna modifica, fatta
eccezione per i click di forcella e mono.
Tutto questo a un prezzo piuttosto competitivo, soprattutto considerata
la qualità della componentistica, e senza snaturare per nulla il
design, elegante e composto, della Speed.
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