TRIDENT "ALU"

FedroTriple - Home Page









I misteri delle Trident "Alu" - La prima Speed Triple

Scrivere questa pagina è stata un'avventura: sono passati solo quindici anni dalla presentazione delle "Alu" ed è già difficile raccogliere informazioni certe. Le persone che all'epoca furono coinvolte nel progetto non sono facilmente reperibili. Devo quindi ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato in questa ricerca: WuMing, NiRider, Muz, Savonarola, Andrea63, Vittorio di Olivi Motori, Domenico Pettinari, Dino di Drag&Racing, Mario Lupano di Triumph Italia, Emiliano (attuale proprietario di una Alu ex-Talamo), Davide N3 Parma e Triluc. Parte del materiale qui riportato è tratto da un articolo apparso su Cafe Racer Extreme 2001 scritto da Ferdinando Restelli.



Trident Alu Talamo

1993 Triumph Alu



Nel 1992 la Triumph ritorna nel mercato italiano, il marchio non è noto ai giovanissimi ed i meno giovani hanno ancora in mente la disfatta dell'industria motociclistica britannica degli anni '80. Per la nuova Triumph il mercato italiano è sconosciuto, non c’è una rete commerciale, una rete di assistenza tecnica… in breve è tutto da costruire.

Carlo Talamo, l’allora importatore Triumph italiano, era già conosciuto per il rilancio nel nostro paese del marchio Harley Davidson, per il personalissimo modo di comunicare e per le sue special su base Harley. E’ la passione che spinge Talamo a modificare e personalizzare anche le giovanissime Triumph non ancora molto conosciute dal pubblico italiano. Partendo dalla meccanica Triumph, Carlo ed i suoi uomini – fra tutti Beppe Sacchi, Alberto Poggi ed Eligio Baita - creano negli anni numerose special, alcune in esemplare unico alcune in piccole serie. La Postatomica ad esempio è rimasta un esemplare unico, con le cinque Speed S invece Carlo ha disegnato le linee che poi hanno caratterizzato la nuova Speed Triple MY2005. Fra le prime "provocazioni" motociclistiche di Talamo&C. vanno sicuramente ricordate le "Alu" derivate dalle Trident 900 costruite da e per la Numero Tre di Milano.



L’inizio della storia

Primissimi anni ’90, circuito Vallelunga: G.Bonera corre in sella ad un Triumph Daytona gestita da Domenico Pettinari. La Numero Tre partecipa all’evento con una piccola sponsorizzazione al team e porta in circuito tre Trident 900 verniciate in argento-azzurra-viola a scopo pubblicitario. Le moto presentate sono praticamente di serie... ma è il primo passo verso modifiche più sostanziali.

Nel frattempo alcuni appassionati italiani, in particolare milanesi, scoprono che le nuove tricilindriche di Hinckley sono un’ottima base per farci delle special senza limiti alla fantasia. Merito dei ragazzi delle varie concessionarie Numero Tre, in particolare quella di Milano: all’inizio si tratta più che altro di verniciature personalizzate, poi sono iniziate le richieste di modifiche agli scarichi, ai manubri, alle pedane, ai freni. A metà del ’93 Carlo Talamo pensa a una vera cafe racer, come quelle degli anni 50-60 tutte di alluminio e passione, sulla base di una "normale" Trident 900.


Trident Alu Talamo Trident Alu Talamo Trident Alu Talamo




La linea è ispirata, come dicevamo, alle cafè racer inglesi anni '50/'60 anni in cui le "superbike stradali" nascevano in piccole officine o addirittura nei garage dei proprietari... citiamo solo alcuni  nomi storici Triton, Trisba e Norvin.

Quante furono le "Alu" prodotte da Talamo? Chi costruiva all'epoca i serbatoi ed il codone?
Queste sono le domande a cui non sono ancora riuscito a rispondere completamente. Eligio, meccanico storico della concessionaria Numero Tre di Milano, racconta che inizialmente furono assemblati cinque esemplari di cui uno personale di Talamo (quella con i cerchi azzurri e con la scritta "Geronimo") ora esposto in un locale di Biella. Carlo arrivò un giorno dall'Inghilterra con il serbatoio in alluminio e successivamente fece costruire da un artigiano del milanese il codone in alluminio che poi venne e rifinito ed adattato dai ragazzi della N3 stessa... questa la storia del primo esemplare.

Non c'è mai stata una serie di "Alu", ogni Alu è unica e personale e si differenzia dalle altre per le colorazioni (rosa, verde, blu e rossa sembrano i colori “ufficiali”), per i filtri aria di varia fattura, per il contagiri, per la forma delle sovrastruttre in alluminio ed altri particolari. Alcune riportavano sul forcellone la scritta "E IO NE HO TRE".



Trident Alu Talamo



Gli anni successivi altre officine costruirono delle special molto simili alle “Alu” originali, alcune molto belle altre invece quasi inguardabili!


Questa Alu, fotografata al Triumph Day 2007, è dotati di motore verniciato in nero. Si tratta probabilmente di una Speed Triple trasformata da un concessionario Triumph con l'apposito kit messo in vendita dalla Numero Tre di allora:
Trident Alu Talamo Trident Alu Talamo Trident Alu Talamo




Da Trident ad Alu

Il lavoro più evidente che si nota delle Alu è la notevole diminuzione del peso (35kg!) raggiunto eliminando tutte le sovrastrutture non necessarie e sostituendo la carrozzeria di serie con un kit in alluminio lucidato composto da serbatoio, codone, ed altri particolari.



Trident Alu Talamo



La sella è immancabilmente monoposto mentre tutta la strumentazione “inutile” lascia il posto ad un unico contagiri a volte originale Triumph, altre volte Autometer… in una delle prime “Alu”, ora proprietà di Emiliano, il contagiri è di tipo navale prelevato da una barca!







Dal punto di vista della meccanica, il trecilindri inglese non è stato volutamente toccato visto che già nella configurazione di serie eroga un centinaio di cavalli all'albero, più che sufficienti per divertirsi. L'unica eccezione è stata quella di accorciare leggermente i rapporti per sfruttare meglio la coppia. Anche il telaio monotrave, il forcellone, le sospensioni, persino le ruote e i comandi al manubrio (quelli rimasti, perchè sono scomparsi il claxon, il devioluci e le frecce) sono esattamente quelli della Trident di serie. Eppure nessuno lo direbbe: merito dell’alluminio e di tante, tante ore di lavoro del team Numero Tre di Milano, guidato da Giuseppe Sacchi, che ha ripassato ogni piccolo dettaglio della moto per alleggerirlo e renderlo unico, dalla punta del parafango anteriore allo spigolo del portatarga.







Da notare che si è dovuto creare tutto ex novo infatti solo il serbatoio è di provenienza esterna (inglese): tutto il resto è stato realizzato da artigiani. Il codino con portatarga ha le forme di quello della Laverda SFC, ma è stato battuto a mano, ovviamente in lamierino di alluminio; i fanalini sono di provenienza Land Rover. Il parafango anteriore è quello di serie, ridotto al minimo indispensabile. Le piastre della forcella, le pedane arretrate, il tappo dell’olio, il rubinetto della benzina, il piccolo pomello dello starter (sulla sinistra dei carburatori) sono tutti in alluminio lavorato dal pieno. Il risultato è un guadagno di circa 35 kg, cioè una moto da circa 180 kg contro i 212 della Trident di serie.



Trident Alu Talamo




Il corto scarico a megafono tre in uno regala un ruggito rabbioso, che si trasforma in un urlo lacerante a gas spalancato, ricordando le mitiche Trident da corsa anni '70. Il telaietto posteriore è accorciato per adattarsi meglio al codone così come i cablaggi sono modificati a causa nuova posizione della centralina.



In sella

Una volta saliti ci si trova in una posizione alquanto inusuale: la sella alta, il lungo serbatoio e i semimanubri chiusi e spioventi obbligano a una posizione di guida piuttosto caricata in avanti, proprio come sulle cafè racer inglesi che frequentavano l'Ace Cafè di Londra. La posizione di guida è modificabile grazie alla possibilità di regolare la posizione delle pedane e dei semimanubri, e ai chili in meno (e alla guida caricata in avanti) la "Alu" è molto più agile e reattiva rispetto alla Trident di serie.



Quante furono le "Alu" prodotte da Talamo?

Le prime "Alu" (cinque esemplari secondo Eligio, storico meccanico di Carlo) escono direttamente dalla Numero Tre di via Niccolini a Milano, successivamente altri due esemplari sono assemblati da Domenico Pettinari dell'omonima officina di Cinisello Balsamo, ed una o forse più escono da Numero Tre Verona. Secondo la maggior parte degli intervistati le prime Alu non furono più di 5 o 6 pezzi. Le "Alu" venivano costruite su ordinazione ed eseguita a misura del cliente.




Una Trident Alu in lavorazione presso la Numero Tre di via Niccolini


ll prezzo di listino si aggirava attorno ai 25 milioni di lire (circa il 50% in più della Trident 900 di derivazione), e successivamente fu reso disponile il kit per la trasformazione a circa cinque milioni di lire (venduti 5 o 6 pz). Su richiesta del cliente era possibile inoltre possibile arricchire la propria special con altre parti in alluminio fatto a mano da un battilastra locale.


Trident Alu Talamo Trident Alu Talamo
Trident Alu Talamo
Trident Alu Talamo
Trident Alu Talamo Trident Alu Talamo Trident Alu Talamo




E’ importante sottolineare che le prime “alu” escono da Milano nel 1992/93, anno in cui i motori delle Triumph erano ancora verniciati in grigio; di conseguenza le special che hanno il motore nero escono furono assemblate in un secondo tempo da concessionari Triumph sparsi per il territorio italiano su meccaniche diverse (speed triple e daytona 900 super III principalmente).

L'ultima in ordine di tempo è stata costruita da Dino di Drag&Racing, potete leggerne la pagina cliccando sull'immagine sottostante:






Da dove provengono il serbatoio ed il codone in alluminio?


La provenienza delle sovrastrutture di alluminio non è chiara! Domenico Pettinari racconta che "Carlo tornava dai suoi viaggi in Inghilterra sempre con nuove idee e pezzi per creare le sue moto. Un giorno mi portò due codoni e due serbatoi per costruire due Alu". Il serbatoio è quasi sicuramente di provenienza Harris, anche se qualcuno racconta che in realtà furono costruiti da un artigiano inglese di Bournemouth. I codoni, tranne i primissimi pezzi, sono stati costruiti in Italia e le voci più accreditate fanno riferimento all'officina di Libanore di Monza che prese spunto dal codone delle Laverda SFC. Infatti i codoni non sono tutti uguali, nemmeno fra le prime ALU.

Un'altra autorevole fonte afferma che "... i codoni e serbatoi hanno avuto due “padri” uno il per me mitico ing. Marelli che ancora oggi si diletta a maneggiare l’alluminio ed il secondo Fabio Montanari della Road Racing (ora chiusa) che fu l’unico che ne fece una mini serie. Codone e serbatoio non superavano i 5 milioni di lire e le moto finite non più di 25! Il resto è leggenda!". Quest'ultima sembra la versione più realistica... come sappiamo Carlo era molto bravo a "mitizzare" le sue imprese... e probabilmente anche in questo caso la provenienza dei serbatoi e dei codoni fu colorata di una nota romantica...


Prima serie di codoni "inglesi" più arrotondati Seconda serie di codoni "italiani" più squadrati



Quante “Alu” sono rimaste?

Si sono perse le tracce di quasi tutte le Alu, ad oggi ci risulta che siano ancora circolanti due Alu entrambe blu. Una di queste era fra le prime assemblate a Milano ed acquistata da Emiliano poche settimane prima che Carlo se ne andasse. Rispetto alla versione originale sono stati potenziati i freni (pinze, pompa e dischi Discacciati). Il contagiri ora montato sulla moto di è un Autometer, quello originale montato da Carlo all'epoca, e proveniente da una barca, è conservato gelosamente da Emiliano.

Nel caso siate a conoscenza di qualche altra ALU (con motore grigio) inviatemi per cortesia le foto per aggiornare questa pagina.

Se volete costuirvi anche voi una Alu "replica" rivolgetevi a Drag&Racing, a Triumph Firenze, a Domenico Pettinari o alla Numero Tre di Parma e vedrete che sapranno trovare il modo di accontentare i vostri desideri.



Triumph Trident Alu Carlo Talamo

Triumph Trident Alu Carlo Talamo



La "Alu" era pubblicizzata all'epoca con il nome "Speed Triple", ancora  prima che la casa madre presentasse la Speed Triple di produzione.



1993 Pubblicità Triumph Speed Triple ALU
Pubblicità del 1993 dove compare la "Alu" come Speed Triple
La "vera" Speed Triple entra in produzione nel 1994



La ALU di Emiliano (tratto da Racer)

La Alu di Emiliano era una delle moto personali di Carlo Talamo. Alcuni componenti sono stati sostituiti per migliorare le prestazioni durante l'uso in pista (pompa radiale, pinza freno, ...).

















 











Torna alla pagina SPECIAL TRIUMPH 


HOME PAGE